venerdì 30 maggio 2014

mercoledì 28 maggio 2014

Beppe Grillo a Bologna (17-11-2007)

Due mesi dopo il primo V-Day, il 17 novembre 2007 i meetup di Beppe Grillo si incontrarono a Bologna per fare il punto della situazione. C'ero anch'io, all'epoca grillino convinto. Vi ripropongo, pescati dagli archivi video di ecodellarete, l'intervento di Beppe Grillo e il mio.



Qualche breve nota


La mia proposta di realizzare un giornale online coinvolgendo la blogosfera (sotto la guida di un piccolo gruppo di giornalisti professionisti) non ebbe molto successo. Lo scopo della mia proposta era evidente: allargare la base delle persone che avessero nel movimento un ruolo da protagonisti, non necessariamente ingabbiati nella logica dei meetup che, a mio parere, era eccessivamente autoreferenziale. All'epoca il MoV era esclusivamente un movimento di protesta dal basso, che chiedeva trasparenza e maggiore partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, agendo a livello prevalentemente amministrativo e solo in minima parte politico.

Ho continuato ad essere un attivista del MoV fino al 2009, per poi allontanarmi gradualmente. Non mi piacevano molte cose, in particolare il clima da setta che vi si respirava, non temperato dallo sviluppo di una forma organizzativa che permettesse alle intelligenze politiche di formarsi e affermarsi. I fatti, per quanto posso valutare, mi hanno dato ragione. Il MoV (oggi M5S) è saldamente nelle mani della coppia Grillo-Casaleggio, mentre la partecipazione degli attivisti è ridotta al ruolo di comparse libere soltanto di ripetere la linea dei capi. Non voglio giudicare questa scelta, che ha anche le sue ragioni di fondo. In primis il rischio che il M5S imploda a causa del disordine che una gestione più democratica potrebbe suscitare. Dico solo che, per come è organizzato, il M5S non fa per me. Inoltre, e questa è una seconda ragione altrettanto valida della prima, molte delle scelte politiche della coppia al comando non mi trovano d'accordo.

La scelta di un diverso percorso di militanza è stata, per me, una conseguenza della necessità di essere coerente con me stesso. Oggi sono un militante dell'ARS (Associazione Riconquistare la Sovranità), un ancor piccolo gruppo sovranista nel quale le esigenze di democrazia interna sono più equilibrate rispetto alla pur inevitabile necessità di contrastare le tendenze alla frantumazione che la democrazia stessa porta con sé.

L'Associazione Riconquistare la Sovranità si appresta a svolgere la sua terza assemblea nazionale. L'appuntamento è  DOMENICA 8 GIUGNO 2014 (ore 9,30 – 18,30) presso il centro polivalente PALACAVICCHI di ROMA, Via R. B. Bandinelli 130 (confine con Ciampino, in prossimità del Raccordo Anulare). Siete tutti invitati a partecipare.

martedì 27 maggio 2014

Il sovranismo è l'antidoto al liberismo

All'alfiere italiano del liberismo Matteo Renzi, sostenitore dell'idea che la disoccupazione si combatte con la crescita, noi sovranisti rispondiamo, a muso duro, che condizione necessaria per avere la crescita è la piena occupazione!

Per noi sovranisti la piena occupazione è una condizione preliminare, da garantire a prescindere, anche a costo di limitare, intensamente ed estensivamente, la libertà di iniziativa economica privata. In altri termini, le libertà economiche devono, se necessario, essere sacrificate all'obiettivo della piena occupazione.

Ciò non significa propugnare l'abolizione dell'iniziativa economica privata, né il diritto alla proprietà privata dei mezzi di produzione. Tuttavia queste istanze non devono prevalere rispetto all'interesse generale, cioè alla necessità di costruire una società nella quale nessuno sia escluso.

Pertanto, i sovranisti sono statalisti!


I sovranisti respingono, con decisione e convinzione, la favola secondo la quale il libero mercato, essendo più efficiente, permette una migliore allocazione delle risorse. Gli enormi sprechi del modello liberista, i costi ambientali sotto gli occhi di tutti, quelli sanitari (ormai una vera emergenza), i ripetuti fallimenti dei mercati, soprattutto quelli finanziari, le continue guerre determinate dal prevalere degli interessi delle grandi corporazioni private, l'insicurezza delle esistenze individuali di milioni di concittadini, dimostrano senza ombra di dubbio la validità di questa tesi.

A coloro che obiettano che "non si può tornare indietro", i sovranisti rispondono che davanti a noi c'è un solo stretto sentiero che possiamo e dobbiamo percorrere: quello che conduce all'asservimento del mercato ai bisogni sociali, organizzati e mediati dallo Stato. Ai lati di questo sentiero ci sono soltanto strade che portano alla guerra e alla distruzione dell'ecosistema.

Sovranismo o barbarie


L'opzione sovranista è dunque una necessità storica. Non usiamo l'espressione "socialismo o barbarie", preferendo ad essa "sovranismo o barbarie", per l'esigenza di segnalare due differenze di fondo con la tradizione marxista. In primo luogo, per noi sovranisti il mercato deve essere sì asservito ai bisogni sociali, ma non soppresso. In secondo luogo, non crediamo che il passaggio dal liberismo al sovranismo/socialismo sia un esito predeterminato e iscritto nei meccanismi di sviluppo del capitalismo. Al contrario, esso è una possibile conquista dello spirito umano. Cioè, in ultima analisi, una scelta morale.

L'Associazione Riconquistare la Sovranità si appresta a svolgere la sua terza assemblea nazionale. L'appuntamento è  DOMENICA 8 GIUGNO 2014 (ore 9,30 – 18,30) presso il centro polivalente PALACAVICCHI di ROMA, Via R. B. Bandinelli 130 (confine con Ciampino, in prossimità del Raccordo Anulare). Siete tutti invitati a partecipare.

Nota dello scrivente (cui si associano i soci ARS di Frosinone e provincia):  chi mi/ci conosce di persona può contattarmi/ci per avere, se lo desidera, ulteriori chiarimenti sia sull'evento che sulla proposta politica dell'ARS. In particolare, se le richieste saranno numerose, potremmo organizzare un incontro nella mia casa di campagna, per confrontarci sotto un magnifico pergolato bevendo vino e dividendo il pane. 

lunedì 26 maggio 2014

La sorte di Clito (della serie: mi tolgo una spina dal piede)

Spinario
"Jacques Bonhomme" era il nome che i nobili francesi davano ai contadini nel medio evo. I "Jacques Bonhomme" di ogni tempo hanno dato ascolto ai capopopolo che pensavano di sovvertire l'ordine sociale facendo leva sui sentimenti di ribellione per le ingiustizie subite. Beppe Grillo è l'ultima reincarnazione di questi capopopolo. Come tutti essi, Beppe Grillo ha perso.

Ha perso perché ha scelto di essere un capopopolo invece che un  leader politico. Ha perso perché, invece di costruire intorno a sé un partito, con ciò accettando l'inevitabile diminutio di leadership che ciò comporta, ha preteso di essere il capo carismatico di un movimento che si autodefinisce democratico senza esserlo.

Come se ciò non bastasse, Beppe Grillo ha scelto di non dire la verità. Ha omesso, cioè, di prendere atto dei dati oggettivi, i quali segnalano senza alcuna ombra di dubbio che il problema dell'Italia, e dell'intera Europa, non è la corruzione, ma un gigantesco conflitto di interessi tra creditori e debitori, causato dal fallimento della finanza privata a sua volta generato dalla moneta unica. Ogni tentativo della parte più consapevole della base di porre questa sacrosanta verità all'attenzione della coppia G&C si è risolto, come tutti sanno, con l'emarginazione di quanti se ne facevano promotori. Il caso del gruppo Economia a 5 Stelle è emblematico.

Nel corso degli anni l'ossessione della coppia G&C di mantenere il controllo del movimento ha portato a una serie di scelte insensate. Tutto ebbe inizio con il "bollino", la certificazione di ortodossia rilasciata, manco a dirlo, dallo stesso Beppe Grillo e dai suoi seguaci più intimi (il tinello di Beppe).

A ciò fece seguito l'emarginazione dei cosiddetti "anziani", vale a dire proprio coloro che, per primi, avevano sostenuto e fatto crescere il movimento. Al loro posto sono arrivati i "giovani", con in più l'obbligo di sottoscrivere l'impegno a non ricoprire incarichi di qualsiasi genere per più di due mandati. La qual cosa ha, come conseguenza, l'impossibilità che si formi, in quel movimento, una classe dirigente. Il controllo politico sarebbe rimasto, come in effetti è rimasto, tutto nelle mani della coppia G&C.

Un aneddoto può essere utile. Alla fine del 2007, subito dopo il primo V-Day, partecipai al convegno di Bologna indetto dai meetup di Beppe Grillo. Ho cercato tra i vecchi hard-disk i clips di quell'evento, ma non riesco a trovarli. Sia come sia, dopo parecchi interventi, più o meno validi, prese la parola Roberto Fico. Ricordo che, dopo averlo ascoltato per un po', mi rivolsi ad un'amica e le dissi "di tutti quelli che hanno parlato, questo è il peggiore". Oggi Roberto Fico, proprio lui, è il Presidente della vigilanza RAI designato dal M5S!

Queste scelte fecero emergere, tra i più antichi e fedeli sostenitori di G&C, una reazione democratica che sfociò nella costituzione di un meetup (il 280) che divenne ben presto un laboratorio delle teorie della democrazia diretta. Dopo un'iniziale ostilità, alcuni slogan della democrazia diretta finirono con l'essere sussunti nel manifesto propagandistico del M5S, senza che ciò conducesse alla nascita delle complesse e articolate strutture decisionali che il metodo della democrazia diretta necessariamente richiede.

Mentre tutto ciò accadeva, alcuni degli emarginati dal MoV (allora si chiamava così) iniziarono a guardarsi intorno. Ci furono quelli che ripiegarono su tematiche ambientaliste molto spinte (ad esempio il movimento Transition Towns), altri che si lasciarono catturare da narrazioni più o meno complottiste, altri ancora che si volsero all'impegno esclusivamente in ambito locale. Una minoranza, quella che avrebbe potuto diventare la vera classe dirigente del movimento, se non fosse stata emarginata, si rese conto che "l'acqua calda era già stata inventata", ovvero che esistevano già, e da tempo, intellettuali e forze politiche marginalizzate che avevano ben altro da insegnare che non gli strilli di un comico.

Poiché godo della duplice natura di essere supponente con gli ignoranti ma umile con chi ne sa più di me (una qualità positiva solo in ambito culturale, mai in quello politico), capii che, se non volevo ricominciare da zero, era a questi mondi che dovevo rivolgermi. Non fui il solo. Migliaia di italiani hanno, chi più chi meno, approfondito le ragioni vere della crisi, studiando e impegnandosi a fondo. Sono emersi, come è giusto e naturale che sia, alcuni maestri del pensiero politico, sono stati riscoperti i classici, la discussione sulla rete si è allargata; insomma gli italiani, almeno una parte, hanno riscoperto il piacere (e la frustrazione) dell'impegno politico serio.

Dopo l'inaspettato successo del M5S alle elezioni politiche del 2013 questo mondo ha sperato che il movimento fondato da G&C potesse essere sensibile e ricettivo alle nuove analisi e letture della realtà che venivano elaborate. Non era il M5S quello che affermava che "la rete è conoscenza"? Le speranze di spingere il M5S a confrontarsi con le istanze che promanavano dalla mitologica rete sono state, ben presto, deluse. La coppia G&C, salvo qualche ambigua apertura, ha continuato imperterrita nella riproposizione della diagnosi castacriccacorruzione, in ciò sostenuta da una parte cospicua della sua base. Per sovrappiù molti, troppi attivisti del M5S, che pure hanno compreso i reali meccanismi della crisi, o almeno capito che la diagnosi della coppia G&C è totalmente fuori bersaglio, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale per le europee hanno scelto di spegnere il cervello, trasformandosi in puri propagandisti del grillo-pensiero.

La punizione è arrivata, inesorabile. Quello che il signor Beppe Grillo non capisce, proprio non capisce (e con lui anche qualche maestro del pensiero, alle cui competenze pure dobbiamo molto) è che in politica, come in guerra, non può esserci soluzione di continuità tra i vertici e la base: ci vogliono i capi, gli ufficiali, i sottufficiali, i caporali e la truppa.

Il M5S ha deciso, grazie a G&C, di avere solo capi, caporali e truppa. Mancano gli ufficiali e i sottufficiali! E perché? Semplice: perché con gli ufficiali e i sottufficiali i capi devono discutere, non dare ordini. E discutere significa essere democratici, almeno nella misura in cui ciò è necessario in una struttura che, per affrontare con successo la battaglia politica, deve distribuire il potere.

La sorte di Clito... (da wikipedia)


"A Samarcanda nel 328 a.C., Alessandro, durante una serata di festeggiamento con i suoi generali e ufficiali, accolse alcuni uomini giunti dalla costa, venuti ad offrire della frutta al loro signore...  In seguito, durante il banchetto si ascoltarono i versi di un poeta di corte, un certo Pranico, che schernì i generali. Clito, in stato di ebbrezza, si offese più degli altri, ricordando al re di avergli salvato la vita tempo addietro (nella battaglia del Granico). Seguirono parole dure da entrambe le parti; il generale criticava aspramente la politica di integrazione fra Macedoni e Persiani perseguita da Alessandro e lo definì non all'altezza di suo padre Filippo, il vero Macedone. Il re dopo aver parlato con Artemio di Colofone e Senodo di Cardia gli lanciò contro una mela cercando subito dopo una lama, arma subito sottratta da Aristofane. Alessandro prese poi a pugni colui che aveva rifiutato di suonare la tromba mentre gli amici di Clito cercavano di allontanarlo. Il peggio avvenne quando Clito ritornò citando dei versi di Euripide, dove ricordava che il merito delle vittorie in battaglia era dei soldati, cosa che i capi dimenticavano. Al sentire quelle parole Alessandro prese una lancia e lo trafisse, uccidendolo."

Riassumendo & concludendo:


Lo scopo della politica è la conquista del potere. Punto.

L'acqua calda è stata scoperta migliaia di anni fa... punto e virgola.

Un capo ha bisogno di un esercito! Un esercito ha bisogno di un capo!

Tra il capo e l'esercito ci sono gli ufficiali e i sottufficiali.

I caporali sono truppa. La truppa ha fiducia nei capi ma... segue gli ufficiali.

La democrazia è lo strumento di potere dei sottufficiali. La differenza tra un esercito popolare e i lanzichenecchi imperiali la fanno i sottufficiali.

Oggi la riconquista della libertà implica la costituzione di un esercito popolare. Il suo nome è "Fronte sovranista".

domenica 25 maggio 2014

Brindisi all'Italia

Nel giorno delle elezioni per lo pseudo parlamento europeo alcuni soci dell'ARS si sono riuniti per brindare all'Italia. Al culmine della festa, Piddu è stato nominato primo ministro in pectore del costituendo fronte sovranista italiano.

giovedì 22 maggio 2014

Intellettuali "padulati" [Los Calimeros]

Ieri, 20 maggio 2014, io e il socio Gianluigi Leone siamo stati a Roma per una presentazione del libro di Alessio Ferraro dal titolo "L'Europa tradita dall'euro-liberismo".

Il luogo: un circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Mostacciano (Roma).

Gli astanti: 12 persone, di cui quattro sicuramente non appartenenti al circolo: il sottoscritto, Gianluigi Leone, Alessio Ferraro e una sua amica.

Tre persone sono andate via subito dopo la prolusione di Alessio Ferraro. Dei cinque rimanenti, tre hanno partecipato attivamente al dibattito.

Insomma: le masse non c'erano!

Domanda a risposta multipla:

PI-RI-CHE'?

  • stavano facendo shopping
  • erano a un incontro con Giorgia Meloni
  • chattavano sui siti no-€uro dei social-networks
  • erano impegnate nella redazione della domanda di iscrizione all'associazione a/simmetrie di Alberto Bagnai
  • sono ormai tutti elettori di Grillo
  • altro...
Vi proponiamo, nell'ordine: 1) L'intervento di Alessio Ferraro 2) Un commento de "Los Calimeros" 3) Il video YT da cui è tratta la sigletta del video calimeriano. Vi risparmiamo il dibbbattito... ("non si può tornare indietrooooo!!!")





Dice: ma perché c'avete messo er video de Farinelli? Eh daje! Tanto pe' ricordà all'anti italiani che n'er settecento 'a lingua egggemone in Europa era l'itagliano!

lunedì 19 maggio 2014

Cosa dice il segretario generale?

Enrico Berlinguer
Links correlati:

La Verità è ccom’è la cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.

Dagli archivi di una cooperativa di cronisti di Genova emerge l’ultima intervista di Enrico Berlinguer, a poche ore dalla morte. Era il 7 giugno del 1984. Un documento quasi sconosciuto registrato a Genova. Il leader Pci parla di Europa, condanna corruzione, P2 ed evasione. Trent’anni fa, ma sembra oggi. Uno straordinaria testimonianza, e un approfondimento, che potete leggere oggi (19 maggio 2014) su Il Fatto del Lunedì - di Teresa Tacchella



Visto il video? Ascoltato cosa dice Berlinguer alle masse? Bene! Leggiamo anche quello che si diceva dietro le quinte qualche anno prima, in occasione della discussione sull'entrata nello SME (l'antesignano dell'€uro), il 12 e 13 dicembre 1978 (con il cadavere di Aldo Moro ancora caldo).


Luciano Barca
Fabrizio Barca
Luciano Barca (padre dell’ex ministro del governo Letta, Fabrizio Barca) il 12 dicembre 1978, subito dopo il discorso di Giulio Andreotti che perorava l'ingresso dell'Italia nello SME, : “Europa o non Europa questa resta la mascheratura di una politica di deflazione e di recessione anti operaia”.







Giorgio Napolitano young style
Giorgio Napolitano king style
Giorgio Napolitano il 13 dicembre 1978: "Inserendoci in quest’area, nella quale il marco e il governo tedesco hanno un peso di fondo, dovremo subire un apprezzamento della lira e un sostegno artificiale alla nostra moneta. Nonostante ci sia concesso un periodo di oscillazione al 6%, saremo costretti a intaccare l’attivo della bilancia dei pagamenti. Lo Sme determinerà una perdita di competitività dei nostri prodotti e un indebolirsi delle esportazioni. C’è un attendibile pericolo di ristagno economico".


Alfredo Reihlin comunista
Alfredo Reichlin piddino
Alfredo Reichlin 13 dicembre 1978: "Poco fa mi ha telefonato da Berlino Gerardo Chiaromonte e dice che i giornali della Germania Ovest sono in festa".

Alfredo Reichlin 3 novembre 2012 (intervista): "La via d’uscita la si cerca nella creazione di un superstato: l’Europa. La creazione di un nuovo soggetto politico all’altezza delle cose. Il punto è concepire una nuova società più egualitaria e razionale, cosa non pensabile senza un nuovo potere, un potere democratico".


Fabrizio Cicchitto socialista
Fabrizio Cicchitto NCD
Fabrizio Cicchitto 13 dicembre 1978: "Il dollaro in tutti questi anni ha manovrato e manovrato fortemente, si è deprezzato rispetto al marco almeno del 40 per cento, ha aumentato i suoi livelli di competitività in modo molto notevole e noi e la sterlina gli siamo andati dietro, fruendo dei livelli di competitività che in questo modo venivano conquistati. La tendenza attuale del marco è quella di arrestare la sua rivalutazione rispetto al dollaro zavorrandosi con le monete deboli e nello stesso tempo rivalutando abbastanza queste monete, in modo da diminuire la competitività della loro economia rispetto a quella tedesca. Noi dobbiamo misurarci con questo problema e con questo nodo e nello stesso tempo dobbiamo misurarci con i nodi di politica economica interna che abbiamo davanti. Cioè, dobbiamo misurarci con le differenze dei tassi di inflazione, di strutture e di produttività, di squilibri sociali".

Conclusioni


Si può dire che i vertici del PCI e del PSI, non hanno spiegato agli italiani cosa fosse in ballo, per i lavoratori, con l'adesione allo SME? Giudicate voi.

Cronologia essenziale


Nel marzo 1979 il Governatore della Banca d'Italia Paolo Baffi (contrario all'adesione allo SME) fu incriminato per favoreggiamento e interesse privato in atti d'ufficio nel corso di un'inchiesta sul mancato esercizio della vigilanza sugli istituti di credito condotta dal giudice istruttore Antonio Alibrandi e dal sostituto presso la Procura della Repubblica di Roma Luciano Infelisi. Il vicedirettore della Banca d'Italia, Mario Sarcinelli, fu addirittura tratto agli arresti. Entrambi furono completamente scagionati, ma Paolo Baffi si dimise nell'agosto del 1979, sostituito da Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 1981 ci fu il divorzio Tesoro-Banca d'Italia

Nel 1985 si tenne il Referendum abrogativo della scala mobile (contrari: Partito Comunista Italiano, Democrazia Proletaria, Lista Verde, Movimento Sociale Italiano - favorevoli: Democrazia Cristiana,
Partito Socialista Italiano, Partito Liberale Italiano, Partito Radicale, Partito Socialista Democratico Italiano, 
Partito Repubblicano Italiano).

Nel 1986 la Commissione europea presenta al Consiglio dell’UE un Programma per la liberalizzazione dei movimenti di capitali nella Comunità (direttive 566/1986 e 361/1988). Il processo di liberalizzazione si conclude nel corso del 1990.

Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino

Il 12 novembre 1989 il segretario del Partito comunista italiano Achille Occhetto parla a Bologna, al 45° anniversario della battaglia della Bolognina, che vide opposti nel 1944 diciassette gappisti a 900 nazifascisti. Davanti a ex partigiani e iscritti alla sezione del Pci intitolata a quell’vento, annuncia che il Pci cambierà nome, simbolo, forma, e l’avvio di una fase costituente da cui nascerà il nuovo partito. Il 24 novembre 1989, il Comitato centrale del Pci approva la proposta di Occhetto con il 67,7% dei voti e indice un congresso straordinario (il XX°) nel corso del quale il PCI si scioglie.

Il 1 gennaio 1990 la lira italiana entra nella banda stretta dello SME (contestualmente ad una leggera svalutazione)

Il 7 febbraio 1992 viene firmato, dai rappresentanti dei paesi aderenti, il trattato di Maastricht.

Il 17 febbraio 1992 l'arresto in flagranza di reato dell'ing. Mario Chiesa, "pizzicato" con una mazzetta di 7 mln di lire (l'equivalente di 3500 €uro), dà inizio a Tangentopoli.

23 maggio 1992: morte di Giovanni Falcone. 19 luglio 1992: morte di Paolo Borsellino.

2 giugno 1992: crociera del Britannia

Il 16-17 settembre 1992 la lira esce dallo SME e svaluta, nei sei mesi successivi, del 25% rispetto al marco tedesco.

Il 29 ottobre 1992 il Parlamento approva il trattato di Maastricht, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 1993.

L'11 febbraio 1993 Craxi si dimette da segretario del PSI. Nei mesi successivi il partito si dissolve.

A Roma, tra il 23 ed il 26 luglio 1993, si tiene l'Assemblea nella quale Martinazzoli propone la liquidazione della Democrazia Cristiana.

Il 26 gennaio 1994 scende in campo Silvio Berlusconi. Inizia il ventennio eurista.

giovedì 15 maggio 2014

L'euro, una partita tra creditori e debitori

Sì, d'accordo, la geopolitica.

E' importante.

Anche il gas lo è.

Ok, va bene, la grande società alla Von Hayek, pure questo ci sta. E la lotta di classe, ça va sans dire, ci sta tutta. Quella dichiarata dai ricchi ai poveri, ovviamente.

Ma ci vogliamo dimenticare i creditori e i debitori?

E questo Trichet, a voi sembra un uomo di Stato oppure il rappresentante legale dei creditori? Io dico la seconda.

Testo dell'intervista

lunedì 12 maggio 2014

Alla fiera dell'ovest

Alla Fiera dell'Ovest / per due soldi / uno scoperto mio padre trattò.


Questo fine settimana sono stato ad Altamura, in Basilicata (errata corige: provincia di Bèri). Volevo comprare un divano artigianale. Dopo essermi informato su Internet avevo scoperto che lì c'era il triangolo del divano, artigianato italiano di qualità. Uhau!!!

C'era! Ora non c'è più. Il sito web era una sòla. Meglio: era il sito web di ciò che esisteva... ma adesso non esiste più. Di fatto un garage di cinquanta metri quadrati con gli invenduti di quello che, fino a tre anni fa, era un distretto industriale. E non sto parlando di un'aziendina qualunque! No, vi parlo di uno dei maggiori marchi di quel distretto! Un paio di chiacchiere con i "locali" hanno confermato: il distretto del salotto di Altamura è morto. Niente, nada de nada, finito.

Non avete ancora capito? Credete che sia colpa dei lucani che non hanno voglia di lavorare? E allora annatevela a pijà 'n d'er culo! Ché mo' va pure de moda...



Addendum notturno: mentre tutto ciò accade, tal Francesco De Angelis (onorevole euro-piddino ciociaro) da Roccacorga posta, su FB, la seguente:


‪#‎Europachevoglio‬ Roccagorga Comizio in Piazza Vogliamo più Europa per cambiare l'Europa http://t.co/OmLtosu78U
Get the whole picture - and other photos from Francesco De Angelis
PIC.TWITTER.COM

domenica 11 maggio 2014

Riprese a cura di un cazzillo amatoriale

Il cazzillo amatoriale

L'8 giugno 2014 si svolgerà la IIIaassemblea nazionale di ARS. Le riprese saranno curate da un cazzillo amatoriale...


Il tipo che mi ha definito così ha perfettamente ragione: sono un cazzillo amatoriale.

E un cazzillo amatoriale resterò, a dispetto del fatto che il sottoscritto, insieme al socio Claudio Martino, sia stato il primo, in Italia, a fare le riprese in un consiglio comunale (a Frosinone, era l'inizio del 2006 - n.d.r. mi correggo, ho verificato: era il 2005: ho i video e i testimoni), dunque ben prima dell'operazione "Fiato sul collo" lanciata da Beppe Grillo.

Né ha alcuna importanza che il cazzillo amatoriale sia stato tra i primissimi video-makers indipendenti a registrare gli incontri dei primi sconosciuti meetups (ho i video e i testimoni. I video sono su ecodellarete.net, e qualcuno è stato ripubblicato su questo blog - non metto i link xké non mi va di cercarli: fate qualcosa pure voi cazzo!).

Conta forse qualcosa che il cazzillo amatoriale sia stato il primo, in Italia, a far conoscere quelle che oggi sono le uniche vere forze sovraniste costituzionali e popolari in questo paese? Parlo di ARS e Sinistra no-euro. Primi video nel 2009. Cercatevi pure questi, su ecodellarete.net e su questo blog. Vale quanto sopra...

Ma il cazzillo amatoriale era presente anche al convegno di Chianciano del 27/28 ottobre 2011 (Fuori dall'euro, fuori dal debito - per il link vedi sopra), nel quale fece il suo esordio nella videoblogosfera quello che ha fatto tutto lui e gli altri non capiscono un cazzo.

Nun ce posso fa gnente: sono un perdente compulsivo... come disse uno che c'ha capito tutto...

V'a posso dì' 'na cosa? Me scappa da ride!

venerdì 9 maggio 2014

Il totem della concorrenza (mettiamoci la testa)


L'appassionato intervento di Fabrizio Tagliaboschi all'incontro organizzato dalla sezione frusinate dell'ARS sul tema "Il Totem della concorrenza" (7-maggio 2014).

Il totem della concorrenza (Il ruolo dello Stato)

Il dibattito sul ruolo dello Stato all'incontro "Il totem della concorrenza", organizzato dalla sezione frusinate dell'ARS il 7 maggio 2014.

Il totem della concorrenza (cos'è l'inflazione?)

Il dibattito sull'inflazione all'incontro "Il totem della concorrenza", organizzato dalla sezione frusinate dell'ARS il 7 maggio 2014

Il totem della concorrenza (Gianluigi Leone)

L'intervento del socio ARS Gianluigi Leone all'incontro "Il totem della concorrenza", organizzato dalla sezione frusinate dell'ARS il 7 maggio 2014.


giovedì 8 maggio 2014

Intervista al maresciallo Badoan

Badoan: "Uscire dalla guerra sarebbe un suicidio"


Il vostro umile cronista è riuscito a ottenere un'intervista dal maresciallo Badoan, capo di stato maggiore delle forze aereo-navali-terrestri italiane.

EDR: maresciallo, cosa pensa delle dichiarazioni di alcuni membri del Gran Consiglio, che adombrano la possibilità di una trattativa bilaterale, sia con la Germania che con gli alleati, per l'uscita dell'Italia dalla guerra?

B: smentisco nel modo più categorico che tali dichiarazioni siano mai state rilasciate da alcun membro del Gran Consiglio.

EDR: alcuni esperti indipendenti di strategia militare sostengono che entrare in guerra è stato un errore e che, giunti a questo punto, l'unica soluzione sia quella di uscire...

B: l'entrata in guerra era un fatto obbligato. Pensi a cosa sarebbe accaduto se non lo avessimo fatto!

EDR: cosa sarebbe accaduto?

B: la speculazione politica del comunismo internazionalista ci avrebbero travolto! L'alleanza con la Germania ci ha protetto dai bolscevichi.

EDR: ma noi non siamo in guerra solo con l'URSS...

B: in effetti si è trattato di un equivoco. Forse avremmo dovuto coinvolgere di più la Gran Bretagna nel processo difensivo contro le orde asiatiche, per la costruzione di un solido baluardo occidentale contro il comunismo.

EDR: l'atteggiamento degli Stati Uniti può cambiare?

B: gli Stati Uniti sono impegnati sul fronte orientale. Non credo che il loro coinvolgimento sul fronte occidentale potrà mai rappresentare un problema.

EDR: scusi se insisto, cosa pensa della proposta di sottoporre la decisione di uscita dalla guerra a una consultazione tra tutti gli iscritti al partito?

B: è una strada chiaramente impercorribile. Verremmo subito invasi.

EDR: e un'uscita improvvisa? In tal caso sarebbe possibile predisporre le opportune difese...

B: sarebbe un suicidio. Pensi a quanti pensionati dovrebbero essere richiamati! I costi sarebbero comunque insostenibili. Inoltre ci ritroveremmo isolati sul piano internazionale. Escludo categoricamente questa possibilità.

EDR: dunque la guerra continua?

B: sì, la guerra continua fino all'immancabile vittoria finale.

Il totem della concorrenza (cos'è l'inflazione?)

Il dibattito sull'inflazione all'incontro "Il totem della concorrenza", organizzato dalla sezione frusinate dell'ARS il 7 maggio 2014.

Il totem della concorrenza (Fiorenzo Fraioli)

La mia introduzione all'incontro "Il totem della concorrenza", organizzato dalla sezione frusinate dell'ARS il 7 maggio 2014. Dopo la prolusione si è sviluppato un vivace le cui fasi salienti saranno pubblicate nei prossimi giorni.


Dice: ma eravate quattro gatti!

Yeee yeee 
Siamo la sorpresa dietro i vetri scuri; 
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori; 
Siamo la promessa che non costa niente; 
Siamo la chiarezza che voleva molta gente. 

Siamo il capitano che vi fa l'inchino; 
Siamo la ragazza nel bel mezzo dell'inchino; 
Siamo i trucchi nuovi per i maghi vecchi; 
Siamo le ragazze nella sala degli specchi. 

Siamo il culo sulla sedia, il dramma, la commedia, 
il facile rimedio; 
Siamo l'arroganza che non ha paura; 
Siamo quelli a cui non devi chiedere fattura. 

Siamo yeee yeee...il sale della terra! 
Siamo yeee yeee...il sale della terra! 

Siamo l'opinione sotto libro paga; 
Siamo le riunioni qui nel retro di bottega; 
Siamo le figure dietro le figure; 
Siamo la vergogna che fingiamo di provare. 

Siamo il culo sulla sedia, la farsa, la tragedia, 
il forte sotto assedio; 
Siamo la vittoria della tradizione; 
Siamo furbi che più furbi di così si muore. 

Siamo yeee yeee...il sale della terra! 
Siamo yeee yeee...il sale della terra! 

Siamo la freddezza che non ha paura; 
Siamo quel tappeto steso sulla spazzatura; 
Siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori; 
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori. 

Siamo yeee yeee...il sale della terra! 
Siamo yeee yeee...il sale della terra! 

Siamo yeee yeee...il sale della terra 
Siamo yeee yeee...il sale della terra! 

yeee yeee... 
yeee yeee!

mercoledì 7 maggio 2014

Sta Keller e l'uscita dall'euro

La certosa di Padula

Link correlato: Allarme Padulo n°1 (Calimeros)  04-02-2014 (video)


La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose, ed è situata a Padula, nel Vallo di Diano, in Provincia di Salerno. Nel 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

Il sito è stato scelto dai militanti del Fronte Nazionale di Liberazione Padulica (FNLP) per la rieducazione e il recupero dei piddini.

Il governo provvisorio clandestino rivoluzionario del FNLP, memore della scelta di clemenza nei confronti dei fascisti operata dal compagno Ercole Ercoli, è favorevole ad una vasta amnistia che comprenda perfino i piddini. Ciò nonostante, il FNLP ammette la necessità di un percorso di recupero e redenzione dei piddini prima del loro reinserimento nella società civile.

lunedì 5 maggio 2014

Una campagna elettorale "europea"

Ogni tanto un'invettiva fa bene alla salute


Vorrei chiedere ai miei ex-amici piddini: cosa sapete della campagna elettorale "europea" negli altri paesi dell'UE? Siete informati sul dibattito in Romania, Polonia, Spagna, Francia, Germania, Ungheria etc.etc.?

No, eh? Siete tutti impegnati nel sostegno ai vostri candidatini, postate foto di questo e quello che parlano davanti a sparuti gruppetti (sempre la stessa gente) di anzianotti panzutelli, e cercate di non pensare troppo.
n.d.r. fa eccezione il "sempre giovane" Mauro...


Vorrei chiedere ai miei ex-amici dell'ex-PDL: cosa sapete della campagna elettorale "europea" negli altri paesi dell'UE? Siete informati sul dibattito in corso in Austria, Bulgaria, Grecia, Portogallo, Olanda etc. etc.?

No eh? Siete tutti impegnati nel sostegno ai vostri candidatini, postate foto di questo e quello che parlano davanti a sparuti gruppetti (sempre la stessa gente) di anzianotti panzutelli, e cercate di non pensare troppo. Anzi no, voi a una cosa penZate: a Berlusconi.


Vorrei chiedere ai miei ex-amici grillini: cosa sapete della campagna elettorale "europea" negli altri paesi dell'UE? Siete informati sul dibattito in Croazia, Estonia, Finlandia, Slovacchia, Cipro, Belgio etc. etc.?

No eh? Siete tutti impegnati del sostegno ai vostri candidatini, postate foto di questo e quello che parlano davanti a... davanti a... davanti a... ops! Ma la state facendo la campagna elettorale ex-amici grillini? O state aspettando, chattando sui social networks, in attesa che il grande guru vi dia il segnale di partenza? Nel frattempo che fate? PenZate o ripetete slogan?


Ma io vi capisco, ex-amici piddini, del fu PDL, grillini belli: come potete seguire la campagna europea per le europee se in questa cosiddetta "unione" si parlano 24 lingue diverse? E fossero tutte dello stesso ceppo linguistico!  Ci sono: il greco, le lingue romanze, il celto, le lingue germaniche, le lingue baltiche e le lingue slave! Insomma, ci sono sette ceppi linguistici che si differenziano in 24 lingue ufficiali diverse.

Ma questa, ci dicono (vi dicono, perché EGO, se permettete, non sono scemo) è una campagna elettorale "europea" per le europee.

Perché non provate a leggere, che so, un giornale online polacco? O tedesco? o ungherese? Tanto oggi c'è l'internette! Ecchevecosta? Così vi fate un'idea del diBBBattito europeo e poi me lo venite a raccontare. Perché, sapete, io (EGO) sono un po' ignorante, per cui riesco a leggere solo l'inglese e il francese.

Potreste, ad esempio, chiedere ai vostri candidatini di raccontarvi qualcosa, invece di ripetervi sempre le stesse logore formulette del tipo "Europa per il lavoro", "cambiare le politiche europee", "Europa per lo sviluppo". I miei amici ciociari potrebbero sfruttare il fatto che ci sono candidatini (come Pallone e De Angelis) che da tempo sono in Europa! Loro, sicuro! le lingue le parlano.

Cari ex-amici piddini, pddiellini, e in parte anche grillini, il vostro servilismo mi dà il voltastomaco. Non ho più voglia nemmeno di incontrarvi. E infatti, ve ne sarete accorti, ormai nemmeno ci vengo più alle vostre orripilanti riunioni. Una volta arrivavo con la mia telecamera, ma adesso non ce la faccio più. Voi mi fate non so se più rabbia o pena. E mi date il voltastomaco. Così vivo in solitudine.

Solo et pensoso i piú deserti campi / vo mesurando a passi tardi et lenti, / et gli occhi porto per fuggire intenti / ove vestigio human l’arena stampi.

Non crucciatevi per me. Pensate invece a voi stessi, a come vi sentirete tra qualche mese, e ancor peggio tra qualche anno. Quando sarete sul lastrico come tutti, ma anche guardati con disprezzo e ostilità dai vostri stessi concittadini che ascriveranno (giustamente) a voi, prima di tutto a voi, la responsabilità per il disastro nel quale ci state infilando.

Voi avete una colpa suprema. Ho detto "colpa", non "sbaglio". Voi siete già colpevoli (un giorno lo sapranno tutti) per non aver voluto guardare e riconoscere la verità che vi è stata messa sotto gli occhi. Voi non avrete attenuanti.

Tutti voi state ingannando il popolo


La colpa che non può essere cancellata NON è quella di difendere interessi di parte. No! Questa non è nemmeno una colpa. La colpa consiste nel convincere sé stessi di essere nel giusto perché questo fa comodo, e così facendo provocare la rovina del popolo. Questo non vi sarà MAI perdonato!

Noi sovranisti rispettiamo i nostri avversari liberisti, e anzi li ammiriamo. Essi hanno ben saputo fare i loro interessi; mentre disprezziamo VOI! piccoli e mediocri attivisti di bassa lega che vi rifiutate di aprire gli occhi, e nascondete la testa sotto la sabbia sperando che "passi 'a nuttata"; così da continuare con i vostri miserabili inciuci. A caro prezzo, purtroppo, il popolo presto capirà. Ebbene, sarà a voi che verrà chiesto il conto, non ai liberisti che, impossessatisi dei vostri partitini, vi manovrano dall'alto. Costoro sono i nostri veri avversari, che temiamo e rispettiamo, non voi. Voi siete foglie morte che il vento della SStoria spazzerà via dalla terra.

Addendum (perché non possiate dire che nessuno ve lo aveva detto): COMUNICATO DELL’ARS SULLE ELEZIONI EUROPEE

domenica 4 maggio 2014

Castigat ridendo mores

L'a/simpatico ha scritto uno dei suoi migliori post: "I nostri leader non sono buoni costumi".

Niente di tecnico.

Ahimé!!!  Davide B., e tutti quelli che sbavano per le tecnicalità, questa volta, anche questa volta, restano a bocca asciutta. Ma che c'è di tecnico ancora da aggiungere? In fondo, a pensarci bene, questo ultimo post è il più tecnico che l'a/simpatico abbia mai scritto. Dice una cosa chiara, limpida e recoaro:

Nel discorso del vicepresidente della Bce la parola "corruption" non c'è!
Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è Non c'è ...

Il che dovrebbe essere una buona traccia per capire chi sta raccontando cazzate e chi no.

Chi parla di castacriccacorruZZZione ci sta prendendo per il c..o. Chi non lo fa... magari forse anche, ma intanto una certezza l'abbiamo: chi parla di castacriccacorruZZZione ci sta prendendo per il...

Ma non disperiamo, perché...

...una cosa c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è c'è ...

«Certo eravamo giovani, eravamo arroganti, ridicoli, eccessivi, avventati. Ma avevamo ragione!»
Abbie Hoffman


sabato 3 maggio 2014

Il "sospirato" pareggio di bilancio del 1876 - Visione consigliata

Ovvero: quando la destra era liberista e la sinistra protezionista.


Sto rivedendo un buon documentario dell'Istituto Luce dal titolo "Storia d'Italia - Dall'Unità d'Italia a Giolitti (1861-1913)". Ne consiglio la visione. Tra i tanti mi ha colpito questo passaggio:



Questo è il video integrale:


Creditori Vs Debitori (parte 2)

Nel post precedente ho parlato in video, non so con quanta efficacia divulgativa, del conflitto tra creditori e debitori. Provo oggi a farlo, spero meglio, con la scrittura.

Per la maggior parte si tratta di cose note, sebbene l'informazione mainstream continui, imperterrita, a propagandare una ricostruzione vergognosamente falsa dei fatti. Lo scopo di questo scritto non è quello di dire cose particolarmente originali, semmai quello di farlo nel modo più chiaro, e comprensibile ai più, che mi sia possibile.

Una premessa tecnica


L'indebitamento nasce quando un soggetto ha bisogno di finanziamenti e trova un altro soggetto disposto a fargli credito. Alla base della necessità di indebitarsi c'è il fatto che il proprio reddito non è sufficiente. Gli italiani sono stati a lungo uno dei popoli con maggior propensione al risparmio, ma questo dato si è modificato sensibilmente nel corso del tempo. Il grafico sottostante, della Banca d'Italia (fonti: EUROSTAT, ONS, BEA) dimostra, senza ombra di dubbio, questa affermazione.


Come si vede a partire dal 1996, anno in cui la propensione al risparmio raggiunse la vetta del 22%, l'Italia è precipitata a un misero 12% nel 2011. Nel 2013, dati dell'ISTAT, la propensione al risparmio delle famiglie italiane è ulteriormente scesa, fino a quota 9,8%.

Colpisce, per quanto riguarda l'Italia, lo scivolone dal 1996 al 1998. Degna di nota è anche la lieve risalita nei primi anni dell'euro. Ora cosa accadde dal 1996 al 1998? Semplice, la lira rivalutò del 15% circa per entrare nell'euro con il fatidico cambio di 1936,27.

In condizioni normali (quando cioè non è influenzata da fattori psicologici, come una forte preoccupazione per il futuro) la propensione al risparmio è crescente quando il reddito disponibile è maggiore perché gli individui, soddisfatti i loro bisogni necessari, tendono a tesoreggiare una quota più elevata del loro reddito. In effetti, nei primi anni dell'euro (dal 2000) si assiste a un recupero, in Italia, della propensione al risparmio, conseguenza del buon andamento dell'economia che godeva di un crescente flusso di crediti esteri. Il fatto che la propensione al risparmio sia risultata in ulteriore flessione nel 2013, a dispetto del clima di preoccupazione diffuso che dovrebbe spingerla al rialzo, la dice lunga sulla grave situazione di crisi e di povertà diffusa nel nostro paese.

La lieve risalita dopo il 2000 non deve trarre in inganno. Essa non significa che l'indebitamento delle famiglie italiane diminuiva, ma solo che cresceva più lentamente. In effetti il grosso del danno lo si era fatto nello sforzo di entrare nell'euro, dal 1996 al 1998. Una vera picchiata.

Il risultato è stato un aumento del debito medio delle famiglie da 8.312€ nel 2001 a 19.916€ nel 2012, con un incremento del 139,6% (fonte: cgia Mestre su dati ISTAT e Banca d'Italia)

Un ragionamento politico


Non voglio entrare nella discussione, per me paradossale, se l'aumento dell'indebitamento delle famiglie italiane abbia una spiegazione macroeconomica oppure moralistica. Non mi interessa, almeno in questa sede, sebbene sia profondamente convinto del fatto che le cause di natura morale abbiano un ruolo marginale nella spiegazione delle dinamiche macroeconomiche. Né voglio, in questo articolo, prendere in esame il ruolo delle ideologie e delle visioni del mondo delle forze politiche in campo, sebbene io stesso consideri questi aspetti estremamente importanti. E' un fatto che le ideologie alternative riprendono fiato allorché lo stato delle cose, imposto dall'ideologia dominante, entra in crisi; ma non è di questo che voglio parlare oggi.

Mi interessa, invece, esaminare un dato molto più banale ma altrettanto importante, ovvero che quando aumentano i debiti aumentano anche i crediti. Ora è anche un fatto che i soggetti creditori si trovino per lo più nel nord Europa e i soggetti debitori nel sud. Ma non esclusivamente!

In effetti il conflitto tra i creditori (interessati a riavere indietro i loro prestiti) e i debitori (interessati a pagare di meno e/o dilazionando nel tempo) non deve necessariamente essere interpretato secondo una logica nazionale. Questa lettura è corretta, e porta a conclusioni ben note, ma pone in ombra un elemento cruciale: anche nei paesi indebitati, i PIGS, sono forti, e ben rappresentati politicamente, gli interessi dei creditori.

La situazione ricorda un po' il conflitto tra guelfi e ghibellini che divise l'Italia nel XII° e XIII° secolo, quando i liberi comuni italici entrarono in conflitto con il Sacro Romano Impero e, per difendere la loro libertà, scelsero di allearsi con il papato. Non tutti, però. Non furono poche le città che aprirono le porte agli imperatori germanici, per ragioni di interesse o per ostilità nei confronti dei vicini.

Il conflitto tra creditori e debitori si gioca sull'ipotesi di uscita dall'euro, con conseguente svalutazione. Il vantaggio per i debitori sarebbe un abbattimento immediato, pari al tasso di svalutazione, dello stock di debito, e un rilancio immediato della competitività dei sistemi paese cui questi appartengono. Il danno, per i creditori, è simmetrico: perdita di valore dei crediti e immediata erosione dei vantaggi commerciali.

Che la fine dell'euro possa produrre un disastro economico di dimensioni gigantesche, forse planetarie, è un timore fondato, così come è certo che la pretesa dei creditori di avere la loro libbra di carne, cioè recuperare senza se e senza ma tutti i loro crediti equivale, per i debitori, alla morte economica e alla fine della libertà.

Un approccio razionale è stato proposto dal Manifesto di solidarietà europea. In esso si sostiene che il modo migliore per smontare l'euro consiste nell'uscita dei paesi più competitivi, con in testa la Germania. Così facendo i debiti resterebbero denominati in euro, sebbene il nuovo marco tedesco, rivalutandosi (se preferite: l'euro, senza la Germania, svalutandosi), avrebbe l'effetto di abbattere lo stock. Si eviterebbero, in tal modo, sia il proliferare di infiniti contenziosi legali, sia svalutazioni/rivalutazioni differenziate e, in alcuni casi, di grossa entità. Inoltre una scelta del genere avrebbe l'effetto di frazionare sia il fronte dei creditori che quello dei debitori, perché alcuni di essi resterebbero nell'Unione senza la Germania e gli altri paesi competitivi, altri ne sarebbero fuori.

Questa proposta è rimasta fuori dal dibattito politico per le europee soprattutto per responsabilità dei creditori. Questi sembrano non avere alcuna intenzione di rinunciare alla loro libbra di carne, e insistono per ottenere garanzie certe. La strategia che si sta delineando, che potrebbe emergere dopo le elezioni europee, consiste nel mettere al sicuro una parte rilevante dei crediti attraverso un nuovo trattato, il Redemption Fund (ERF), che imporrebbe ad ogni paese la cessione della quota del debito pubblico, eccedente il 60% del PIL, a un'istituzione finanziaria europea allo scopo costituita. Questa istituzione agirebbe come un vero e proprio soggetto privato, collocando sul mercato i titoli di Stato ad essa conferiti, con la garanzia del riscatto e del pagamento degli interessi, da parte degli Stati, legata a un meccanismo automatico di prelievo sul gettito IVA, sulle riserve auree e sugli assets pubblici di maggior pregio (per l'Italia: ENI, Finmeccanica, Poste, ENEL...). Così facendo, in caso di uscita dall'euro di un paese debitore, una parte rilevante dei suoi debiti (per l'Italia oltre 1000 miliardi) resterebbe denominata in euro.

L'ERF è un meccanismo che avrebbe l'effetto di garantire i creditori, massimamente quelli residenti nei paesi del nord, ma anche quelli residenti nei paesi debitori. L'enorme quantità di titoli di Stato che si trovano nei conti dei maggiori istituti bancari italiani verrebbe, ad esempio, preservata dal rischio deprezzamento successivo ad un uscita unilaterale del nostro paese.

La politica italiana può oggi essere letta, e interpretata, alla luce del conflitto tra creditori e debitori, sia che questi siano raggruppati su base nazionale, sia che li si consideri come classi trasversali ai confini nazionali. L'interesse dei creditori è quello di mantenere il conflitto sul piano europeo, attraverso la predisposizione di strumenti comuni come il Fiscal Compact, l'ESM, l'ERF, che hanno lo scopo di difendere i loro interessi. Per i debitori la strategia è opposta: nell'impossibilità di affrontare con successo i creditori sul campo vasto delle istituzioni europee, essi hanno interesse a condurre il confronto su basi nazionali. Soprattutto nei paesi nei quali le sofferenze inflitte alle popolazioni dalla crisi economica, nonché dalle pretese dei creditori di avere la loro libbra di carne, offrono maggiori possibilità di vittoria. Infatti la fragilità della costruzione europea è tale che anche un successo parziale del fronte dei debitori, in paesi come la Francia o l'Italia, ne causerebbe il collasso.

Vi è, tuttavia, un rischio concreto, rappresentato dalla possibilità che l'entità della posta in gioco (parliamo di migliaia di miliardi) possa aver già spinto il fronte dei creditori all'adozione di tattiche non convenzionali di lotta politica. Ovvero che qualche forza politica, apparentemente favorevole all'uscita dall'euro, o così descritta dalla più becera informazione politica del mondo sviluppato (e non solo), sia in realtà una creatura al servizio dei loro interessi. Contro questo rischio esiste un solo antidoto: la nascita di nuovi partiti che siano espressione reale degli interessi del fronte dei debitori, il cui collante non potrà non essere il richiamo alla sovranità nazionale.

L'ARS, l'associazione politica di cui faccio parte, si batte da tempo per il raggiungimento di questo obiettivo. L'8 giugno ci sarà la III assemblea nazionale, al Palacavicchi di Ciampino (RM). Siete tutti invitati.

venerdì 2 maggio 2014

Creditori Vs Debitori (un dibattito rigorosamente "virtuale" perché negato dalla bella informazione pud€ota)

Uscire o no dall'euro?

Vi presento la mia lettura dei fatti e quella dell'on. deputato europeo Roberto Gualtieri (piddino doc).

L'on. deputato europeo Roberto Gualtieri fa parte di un partito che ha votato l'ESM, il pareggio di bilancio in Costituzione e il Fiscal Compact. Un partito che si appresta, dopo le elezioni europee, a somministrarvi la supposta del Redemption Fund (ERF). Per non parlare della Spending Review...

Facite vuje...

La mia lettura dei fatti:

 

e quella dell'on. deputato europeo Roberto Gualtieri:



Ascoltate con attenzione, fatevi i conti con la vostra saccoccia e fate il vostro gioco.

Io dico che il vostro gioco consiste nel non votare per il PUD€ (partito Unico dell'€uro), e soprattutto nell'impegnarvi nella militanza per la nascita di nuovi partiti che siano dalla parte del lavoro.

Nota dell'autore: Tenete presente che ho quasi 60 anni, vivo del mio lavoro, ho del mio, non ho figli, non ho nulla a che fare con i partiti del PUD€. E soprattutto che, comunque vada, io me la cavo. I cazzi sono i vostri, che avete figli, siete precari e non avete del vostro: se sbagliate pagate voi. Anzi, sapete che vi dico? Se date retta a Roberto Gualtieri a me va di lusso...

E per finire beccatevi pure questo recente video dei casini in Ukraina (Europa), per i quali l'UE del caxio ha immense responsabilità:

giovedì 1 maggio 2014

Svalutazioni competitive

In vacanza con le amiche
Da giovane mi sono innamorato tante volte di tante dolci e terribili fanciulle. Penso sia capitato a tutti. Cercavo di tenere fisso il "cambio dei tradimenti" ma, ohibò, toccava sempre a me svalutare! Ovviamente, parlando di cambio, intendo la convenzione incerto per certo. Loro vendevano sempre più di me, per cui la mia bilancia degli affetti era costantemente in rosso. Così svalutavo. E, finché ho potuto svalutare, ho continuato a vendere.

Poi un giorno incontro una tipa che mi fa: "adottiamo un cambio fisso, uno a uno, e ti prometto che faccio la brava". Insomma, il "vincolo esterno". Accettai, anche perché ero un po' stanco dell'esistenza disordinata da "svalutatore competitivo", e iniziai una nuova vita. Austerità, repressione interna, serietà. Dopo un po' mi resi conto che la "mia merce" era meno richiesta, ma stavo tranquillo. Avevo un vincolo, eravamo una comunità, di che mi dovevo preoccupare? Lavorare, stare a casa la sera, guardare insieme la televisione. Fa niente se hai un po' di pancetta, che importa se la "merce" tira di meno, tanto lei diceva "mi piaci di più, la tua pancetta è sexy". Accumulavo deficit di seduzione crescenti, ma la tipa mi garantiva un equivalente flusso di.... ce semo capiti...

Un giorno la tipa mi fa: "vado in vacanza con le mie amiche; non ti preoccupare, siamo tutte fanciulle". Acconsentii, ma, siccome non ero governato dai piddini, rimasto solo a casa avviai un'indagine conoscitiva. Sbalordimento, sorpresa, bestemmioni vari: c'era un deficit non dichiarato! E ce semo capiti...

Torna la tipa e le dico"bella, io esco dal cambio fisso, svaluto!". E lei "No, è stato un deficit momentaneo, transitorio, non si ripeterà mai più; se esci sarà un disastro, chi ti amerà come ti amo io? Non hai una casa, finirai sotto i ponti, diventerai un barbone; resta con me!". Risposi: "magari un giorno ci rimettiamo insieme, forse faremo un'altra unione, ma intanto io svaluto, poi si vedrà". Lei: "se esci da questo cambio fisso non ci rientrerai mai più, sappilo! E poi, se ho sforato il patto di stabilità è stato per colpa tua; ti sei fatto crescere la pancetta... sei diventato pigro... quando ti ho conosciuto eri un altro...". La logica fuzzy delle dolci terribili fanciulle!

Sono passati più di trent'anni. All'inizio svalutai di brutto e la mia competitività "schizzò". Poi, con il passare del tempo, l'ho fatto sempre meno. Ma per mia scelta, non perché abbia mai più accettato un "vincolo esterno". Non svaluto perché non mi serve (sono diventato un'economia "matura"), e mi va bene così. Però, se dovesse servire, posso sempre farlo. E ce semo capiti...