martedì 9 dicembre 2014

Er movimento da'r basso

Non avrei potuto scrivere l'articolo che leggete se fossi rimasto... 


Quelli che mi chiedono perché sia uscito dall'ARS, e non credono alle poche spiegazioni che ho già fornito, sono invitati a leggere questo post. Per prima cosa: non ho voluto parlarne immediatamente proprio per evitare che tali spiegazioni, sull'onda della sorpresa, venissero fraintese. Non dimentico mai che un messaggio ha sempre almeno due protagonisti: chi lo confeziona e chi lo recepisce. In alcuni casi è necessario procedere con calma e ponderazione.

Vorrei iniziare con un quadro sinottico di ciò che sono e ho fatto. Ho (ri)cominciato a interessarmi di politica nel 2005, a 49 anni, dopo un breve coinvolgimento nel biennio 1977-78, quando avevo vent'anni e, se andavo alle assemblee della facoltà di lettere a Roma (ma io ero studente di ingegneria) era soprattutto per motivi topici. E più non dimandate.

L'idea fulminante che si impossessò di me, or sono quasi dieci anni, era che fosse necessario far rinascere la partecipazione politica dal basso. Naturalmente finii nel M5S. Me ne allontanai verso la metà del 2009, non tanto per le posizioni - poiché ero ancora convinto che il problema del nostro paese fosse la corruZZZione - quanto per il fatto che non scorgevo, nel modo in cui il MoV andava strutturandosi, un'effettivo spazio per una partecipazione dal basso organizzata in modo democratico.

All'epoca mi dimenticai delle mie esternazioni come attivista del MoV perché, se oggi sono un signor nessuno, allora ero un signor nientino: a chi volete che interessasse? Poi feci carriera, diventai un signor nessuno e sentii la necessità di spiegare le ragioni del mio distacco dal grillismo. Era il 2012, e questo è il video:


nota: il primo che dice che sono invecchiato lo azzanno! Casomai ditelo a Claudio... eh eh eh

Come chi mi segue sa bene, sono diventato un signor nessuno grazie ad un'intervista ad Alberto Bagnai (In viaggio con Goofy). 

Nel dicembre 2012 litigai con Alberto Bagnai. Io volevo fare ermovimentodarbasso, lui no. E' finita male, molto male.

Riassumendo: fulminato dall'idea che sia necessario riattivare la partecipazione politica dal basso nella forma di nuovi partiti, da quasi dieci anni mi muovo coerentemente in questa direzione. Se ne avessi le capacità (o se avessi una bacchetta magica) 'sto benedetto partito dal basso lo fonderei io medesimo me stesso, ma le cose non stanno così. Bagnai mi ha sfanculato (e io su Bagnai ci contavo... in questo ID ha ragione, e pure Bagnai ha ragione quando dice di avermi cacciato perché aveva capito le mie vere intenzioni). A quel punto l'unica scelta possibile era tra i due tronconi in cui si era scisso il gruppo che aveva organizzato, nell'ottobre 2011, il convegno "Fuori dall'euro, fuori dal debito" (chiedo scusa per gli ads causati da un hackeraggio, credo della BCE - n.d.r.). A quel convegno aveva partecipato anche Alberto Bagnai, che in quell'occasione avevo conosciuto. 

Alla fine scelsi l'ARS1, sebbene dopo lunga indecisione. Quello che mi interessava non era tanto quale dei due gruppi avesse idee più vicine alle mie, quanto quale di essi avesse la maggiore capacità organizzativa e, dunque, migliori possibilità di riuscire nel costruire l'agognato partito da'r basso. A distanza di due anni i risultati tardano a venire. Non che lo sfanculatore Bagnai sia riuscito a far chissà cosa, anzi. Sa vendersi bene, questo è certo, ma alla fine che ha ottenuto? Milioni di italiani hanno capito che questa è una crisi di debito privato e non pubblico? Non mi pare. Esaù è stato molto più bravo di lui: almeno il suo piatto era pieno di lenticchie... quello di Alberto è vuoto!

La questione che pongo è semplice: come può essere definito "democratico" un sistema nel quale, a dispetto di una crisi epocale di natura sistemica, aggravata da un errore tecnico pacchiano come la moneta unica, l'insieme delle classi sociali subalterne non riesce ad esprimere nemmeno una proposta politica organizzata, che è una? Non dico un partito che riesca a prendere il potere, ma almeno una fazione minoritaria che sia espressione di tali interessi e i cui leaders non siano nominati, come di fatto accade, dagli stessi ceti dominanti!? A questa circostanza, che è la sinagoga di tutti i fallimenti della democrazia in salsa liberal-liberista, ogni sincero democratico dovrebbe aspirare a porre rimedio. Anche quelli che, per interessi concreti, trovano conveniente restare nella moneta unica o preservare il capitalismo, poiché la democrazia non può sopravvivere all'assenza prolungata di ogni forma organizzata di vera opposizione!

La mia uscita dall'ARS


Non sono uscito dall'ARS perché non sono più un convinto sovranista, né per entrare in qualche altro movimento. Per altro la scelta sarebbe davvero molto limitata. Sono uscito perché l'ARS, che è una frazione del sovranismo, dovrà un giorno allearsi con altre frazioni per far nascere un fronte (o un partito) sovranista; ma per far ciò è necessario che ci sia chi lavora e si impegna contro ogni tentazione settaria. Per questo ho costituito insieme ad altri, tra i quali mi piace ricordare l'amico Simone Boemio, le Brigate Sovraniste per la Costituzione (BS), "un gruppo operativo informale che ha la finalità specifica di promuovere e facilitare il dialogo, il confronto e la conoscenza reciproca tra i sovranisti appartenenti alle diverse associazioni già attive in tutta Italia". Ho intenzione di dedicarmi a questo compito con tutte le mie forze, ma ovviamente un simile impegno non è compatibile con il mio far parte, per di più con in ruolo rilevante essendo membro del direttivo nazionale, di un'associazione come l'ARS; né di Sinistra contro l'euro, ça va sans dire. 

Resterò invece iscritto a RISCOSSA, le cui finalità sono di natura culturale e divulgativa, almeno fino a quando non si trasformerà in qualcosa che possa confliggere con l'impegno nelle BS.

Questa scelta è, ovviamente, transitoria. Spero vivamente che gli sforzi per far nascere il tanto vituperato partito da'r basso abbiano al più presto successo. Quel giorno le BS avranno esaurito il loro compito ed io, l'amico Simone e tutti gli altri che ci daranno una mano potremo militare a tempo pieno nel Fronte Sovranista Italiano o, se preferite (io preferisco) nel Partito Sovranista Italiano. Oppure (perché por limiti alla Provvidenza?) nel Partito della Rivoluzione Italiana.

1 l'altro troncone era il Movimento Popolare di Liberazione (MPL), altrimenti noto come "Marxisti dell'Illinois"

8 commenti:

  1. [cit] '..andavo alle assemblee della facoltà di lettere a Roma ...soprattutto per motivi topici. E più non dimandate.'

    Hai già spegato bene i "motivi topici", non c'è bisogno di aggiungere nulla ;-)

    Solo per dirti che io ti ho chiesto poche settimane fa di spiegare il motivo della tua uscita da ARS e la tua risposta era già sufficientemente chiara.

    Tu sei bravo a fare informazione sul campo e sei un buon opinionista (che uno ti condivida o no le tue spiegazioni sono sempre lucide e chiare) e hai capito che per contribuire al dialogo devi essere libero di andare a tutti i tavoli. Penso che hai fatto bene a farlo, almeno per ora.
    Buon lavoro!

    A proposito, mi sembra che mi hai censurato un messaggio, Orroooore! La santa inquisizzzzzione è tornaaata!

    P.S. Claudio è ringiovanito, tu.....! ;D

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    1. Dimenticanza. Sono stato a Palermo per qualche giorno e non avevo il computer. Ho dovuto lavorare con il telefonino e qualcosa mi è scappato. Per il momento l'unico bannato è ID... ma non per sempre. Deve solo scontare il fatto che mi ha inZurtato (e anche che scassa la minchia ripetendo sempre le stesse cose in casa d'altri).

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    2. Grazie, anche se spero tu abbia capito che non mi ero offeso.

      Comunque, se posso dire, il format del blog ha un frossissimo difetto: passati pochi giorni e soprattutto passate un paio di bloggate nessuno va più a rileggere i vecchi argomenti per vedere se ci sono nuovi commenti, oltre al fatto che i commenti si inseriscono in ordine di invio e quindi si rendono pressochè introvabili.

      Ma siccome non hai scelte (a meno che non te lo chiede l'Europa o non cambi piattaforma)..... sei scusato :-p ^_^

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  2. A quel punto l'unica scelta possibile era tra i due tronconi in cui si era scisso il gruppo che aveva organizzato, nell'ottobre 211, il convegno "Fuori dall'euro, fuori dal debito"

    Che cari

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    1. L'erori de battitura so' corpa d'a tastiera uaireles!

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  3. Ho l'impressione che la decisione sia dipesa da una fondamentale constatazione: nel citato movimento, oltre al sovranismo c'è di più.

    In altri termini, il movimento opera con l'obiettivo "neutro" di aggregare il consenso intorno all'idea del sovranismo, ma sotto sotto (e nemmeno tanto, per la verità) si prefigge di costruire, fra i possibili modelli di uno Stato sovrano, quello che piace ad alcuni dei suoi esponenti.

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    1. Questa osservazione ha almeno tre attributi: è tendenziosa, corretta, superflua. Tendenziosa perché allude ma non esplicita; corretta perché descrive una dinamica scontata e certa in qualsiasi piccolo gruppo; superflua perché è legittimo e deve essere accettato che ognuno voglia andare nella direzione che preferisce portandosi dietro gli altri.

      Ciò detto, non è questa tendenziosa, corretta e superflua circostanza la ragione per la quale sono uscito. Tanto è vero che continuo a sentirmi e a scambiare opinioni con i soci ARS con la stessa frequenza, se non di più, di quanto facevo prima. Come pure con altri movimenti sovranisti.

      Insomma, non ho litigato con nessuno. L'unico con cui ho litigato sapete chi è, ma anche in quel caso ho fatto tutto il possibile per ricucire, almeno sul piano del rispetto: se non ci sono riuscito non è stato per colpa mia. D'altra parte bisogna capirlo, ci si è rovinato la carriera per fare il nostro bene...

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    2. "...è legittimo e deve essere accettato che ognuno voglia andare nella direzione che preferisce portandosi dietro gli altri", a patto che (aggiungo io) voglia andare nella direzione da lui pubblicamente proclamata, perchè, se il suo obiettivo è quello di andare oltre la meta o da altre parti, significa che si candida consapevolmente ad essere l'ennesimo leader semisconosciuto dell'ennesima simpatica, ininfluente "armata Brancaleone".

      Comprendo e rispetto l'amicizia, ma, come sa, "amicus Plato, sed..."

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