domenica 11 dicembre 2016

Early birds

Oggi ho incontrato un amico (di destra) che mi ha chiesto "per chi votiamo alle prossime politiche?". Lui è un orfano di Fini (Gianfranco) il quale, a suo dire, è andato a prendere un caffè e non è più tornato. Dunque chiede a me, che percepisce come un amico di sinistra (ma non "de sinistra") per chi votare alle prossime politiche.

Vi prego di notare il plurale: intendeva dire io e lui. Sa (sappiamo) di essere dalla stessa parte della barricata, lui di destra e io di sinistra, ma non abbiamo una bandiera sotto cui riunirci. Oddio, una ci sarebbe, la Costituzione del 1948, ma il partito della Costituzione dov'è? E come mai non c'è? Mi sono ricordato di una conferenza dello storico Alessandro Barbero (Alle origini della comunicazione aziendale: gli ordini religiosi del Medioevo) che vi invito a visionare.


Barbero fa un interessante paragone tra i modelli odierni di comunicazione aziendale e quelli adottati dagli ordini religiosi nel medio evo, per concludere che vi sono evidenti analogie e similitudini tra di essi. In entrambi i casi la comunicazione era ed è fondamentale per il raggiungimento di tre obiettivi: l'occupazione di un segmento di mercato, la crescita, contrastare la concorrenza di altri attori. Il successo essendo determinato dal numero di adesioni dal basso e da cospicui finanziamenti dall'alto.

Credo che quel che vale per il successo di una multinazionale e di un ordine religioso sia valido anche nel caso di un nuovo partito politico: servono le adesioni dal basso e i finanziamenti dall'alto. Ora immagino, considerata la platea dei pochi lettori di questo blog, che mentre le adesioni dal basso saranno considerate in modo positivo, seppure come un desiderio difficilmente realizzabile, l'idea della necessità di finanziamenti dall'alto, al contrario, susciterà un'impressione negativa. Devo purtroppo deludervi, ribadendo che è nella mia natura essere una persona con una visione poco romantica della realtà politica, e non solo. Devo dunque ricordare che, allo stesso modo in cui i nostri nemici sono capaci di allearsi con segmenti della classe lavoratrice elargendo mance e mancette al fine di dividerci, anche noi siamo obbligati ad agire nello stesso modo, ovvero a cercare nella schiera avversa quei gruppi di interesse disposti ad allearsi con noi in vista di un fine comune. A coloro che non sono d'accordo faccio notare che "scienze politiche" e "scienze morali" sono due indirizzi di studio diversi.

Il problema nasce dal fatto che ad oggi, in vista delle elezioni che si svolgeranno probabilmente nel 2017, o almeno (salvo eventi luttuosi per la democrazia) nel 2018, non esiste uno straccio di ordine religioso, pardon organizzazione politica, dal basso che sia così ampia da potersi proporre come soggetto al quale valga la pena indirizzare finanziamenti dall'alto in funzione di un'alleanza contro il nemico comune. Il quale, al contrario, ha costruito negli ultimi decenni una solida alleanza che vede come contraenti i grandi potentati finanziari e industriali dell'occidente e larghi strati sociali popolari e medio borghesi. Sono stati persi anni durante i quali i fondatori di ordini religiosi, pardon organizzazioni politiche dal basso, accecati dall'emergere improvviso di una nuova domanda del mercato politico, si sono fatti travolgere dallo spirito della concorrenza reciproca invece di coordinare gli sforzi al fine di alimentarla e farla crescere ulteriormente. Ed eventualmente, ma solo a quel punto, competere tra loro. Questi early birds della politica vanno dunque presi per quello che sono, uccelli mattinieri dal piumaggio variamente colorato, il cinguettio più o meno suadente e nulla più. Spariranno al primo colpo di fucile dei cacciatori, per altro prossimo perché l'apertura della stagione di caccia al dissidente è vicina, e di loro non resterà che il ricordo.

Per cavalcare la Storia, che è femmina, un buon arnese è condizione necessaria ma non sufficiente. Ci vogliono anche le palle. Avere le palle nella lotta politica significa non dare importanza a sé stessi, ma concentrare tutte le forze sull'obiettivo; significa non dare importanza al fatto di essere arrivati per primi ma, al contrario, rallegrarsi per ogni nuovo arrivo, nella speranza che possa raccogliere il testimone. Avere le palle in politica significa scegliere di essere dimenticati, purché la propria parte vinca, piuttosto che perdere ed essere ricordati. 

Moriremo tutti, e l'unica consolazione sarà aver avuto coraggio. Odo in lontananza colpi di fucile...

lunedì 14 novembre 2016

martedì 8 novembre 2016

NWO vs OWO

Preambolo


Avrei voluto scrivere un post dal titolo "I leaderini del terzo millennio", ovviamente restando in tema sovranismo in salsa italica, ma poi mi sono detto: "chi cabasiso me lo fa fare?". Con quel che succede al mondo, vale la pena occuparsi dei leaderini del terzo millennio, ognuno occupato dal compito di costruirsi il suo movimentino del cabasiso da portare in dote ai partiti esistenti quando questi, in base alle infallibili leggi del mercato, faranno la cosa giusta, cioè la scelta razionale di tornare alla difesa dell'interesse nazionale?

Nahhhhhhhhh!!!

New World Order versus Old World Order


Basta aver frequentato un liceo classico (nel mio caso il Norberto Turriziani di Frosinone, quando era ancora un Liceo Classico, e non un IIS... ça va sans dire) per sapere che, quando c'è un Impero, la vera guerra è una guerra civile. E una guerra civile, all'interno dell'Impero, non è solo uno scontro di interessi economici, né una mera rissa per stabilire quale clan lo dominerà, ma implica necessariamente un elemento ulteriore: un contrasto di visioni sul futuro dell'Impero. Altrimenti non sarebbe una guerra civile. 

Dunque, per capire le ragioni profonde di una guerra civile dentro l'Impero, è importante andare oltre le analisi economiche e politiche, di natura precipuamente materialistica, e sforzarsi di comprendere le ragioni ideali, di puro pensiero, che a queste sottostanno. Siamo cioè davanti al problema di come organizzare la vita sociale di un grande numero di esseri umani allorché esiste un Impero, e di definire il ruolo di quest'ultimo in funzione di ciò. Il mondo ha bisogno di un ordine, più o meno accettato o combattuto, e si tratta di concepire il ruolo dell'impero al fine di soddisfare questa necessità primaria. La fase attuale impone una risposta alla domanda se l'Impero possa continuare a espandersi, con ciò trasformandosi in una forma di dominio assoluto, oppure se debba limitarsi, stabilizzandosi in una condizione di primazia senza ambire a diventare il tutto.

L'obiettivo di addivenire al potere imperiale assoluto, per realizzarsi, non necessita solo di egemonia economica e predominio della forza, ma ha bisogno di un pensiero e di una visione del mondo che lo supportino. L'ideologia globalista svolge questa funzione, entrando inevitabilmente in conflitto con tutte, ripeto tutte, le altre visioni del mondo: che siano religiose, filosofiche, culturali, nazionali o locali, tutte, senza eccezioni, devono conformarsi ed essere funzionali all'idea dell'Impero assoluto. L'ideologia globalista è necessaria in quanto avrebbe il potere, se venisse interiorizzata, di attenuare le resistenze alla forza espansiva fondata sul predominio economico, e dunque tecnologico e militare, dell'Impero.

La scelta se proseguire nella direzione di un'ulteriore espansione dell'Impero, oppure se arrestarsi accettando un limite alle possibilità, è il tema di fondo, per quanto occultato dall'informazione di massa, vedi trasmissioni in stile Gazebo, del confronto elettorale tra la cordate che sostengono Hillary Clinton e Donald Trump. Un confronto che non si esaurirà domattina, quando sapremo il risultato dello spoglio elettorale, ma si svilupperà nei prossimi anni, forse decenni. La guerra civile, che si svolge al centro dell'Impero, si combatterà in tutto il mondo. 

La cordata che sostiene Hillary Clinton è quella che ha sposato la visione di un'ulteriore e definitiva espansione dei confini, il che implica la necessità di un conflitto con tutti i centri di potere non ancora sottomessi. Ognuno dei quali, occorre tenerlo a mente, si fonda su una narrazione ideologica la cui funzione è quella di legittimarlo, sia essa di natura nazionalistica, religiosa o quant'altro. Non siamo dunque in presenza di una battaglia tra il male (i globalisti) e il bene (tutti gli altri). Il potere, quale che sia la narrazione che lo legittima, resta una grande meretrice, cioè il riflesso, sul piano della società nel suo insieme, dell'animo umano, che è violento, egoista e meschino. La guerra, insomma, specialmente la guerra civile, non è mai uno scontro tra il bene e il male, bensì tra due mali. Il bene essendo l'equilibrio delle forze, il male l'illusione di qualcuno di poter prevalere. Ma la guerra, una volta che è scatenata, arriva alle sue estreme conseguenze. E' l'igiene del mondo, come è stato teorizzato con sintetica espressione.

Queste sono le riflessioni che mi inducono, mentre sono ancora in corso le operazioni di voto negli USA e mi appresto ad andare a letto nel mio quieto paesello, a coltivare la speranza che a prevalere sia Donald Trump, e che Hillary venga sconfitta. Non che abbia grandi speranze: la guerra civile continuerà, in ogni caso, fin quando la spesa militare di un solo paese sarà dieci volte più grande di quella di tutto il resto del mondo! Tuttavia, nella mia personale, egoistica e meschina visione del mondo, non posso non augurarmi che il tentativo dell'Impero di essere un potere assoluto trovi un freno al suo interno, nella consapevolezza che trecento milioni di americani non hanno la forza numerica, a dispetto del potere economico e della tecnologia, di schiacciare sette miliardi di esseri umani. 

Dunque tifo per Donald Trump, questo personaggio che sostiene, incredibile a dirsi, che le donne la smollano a chi ha soldi e potere. E me ne frego del politically correct.

Buona notte.

sabato 24 settembre 2016

Tutta la guerra si basa sull'inganno

Il referendum costituzionale vedrà scendere in campo, a sostegno delle ragioni del "NO", una strana e variegata alleanza: Forza Italia, la Lega, Sinistra Italiana, Possibile, i dalemiani, i grillini e altri e, al fianco di costoro, una galassia di gruppuscoli critici dell'euro e dell'Unione Europea. I primi avranno interesse a focalizzare la campagna referendaria sul tema "cacciare Renzi", i secondi tenteranno di porre l'attenzione sul tema dell'Italexit.

Da parte sua Renzi proseguirà nel tentativo ballista di proporsi come un capo di Stato capace di opporsi al predominio tedesco, in ciò aiutato (si accettano scommesse) da qualche mossa opportuna, nelle fasi finali della campagna, di Hollande (il macellaio col grembiulino rosa). Non sono da escludersi eventi luttuosi, già programmati, che saranno messi in atto da sicari di agenzie di intelligence straniere. Tutta la guerra si basa sull'inganno (Sūnzǐ).

Poiché la mobilitazione dal basso per la campagna referendaria a sostegno del "NO" sarà monopolizzata dagli attivisti locali della suddetta variegata alleanza, agli esponenti della galassia Italexit toccherà il difficile compito di inserirsi negli spazi di discussione e confronto che si apriranno. Dovremo agire come guastatori intervenendo in tutte le occasioni possibili per ricordare, argomentando in modo puntuale e ineccepibile, che la vera posta in gioco non è "cacciare Renzi", bensì aprire la strada per l'Italexit.

Occorrerà dunque evitare di rimanere coinvolti in oziose discussioni sulla forma del quesito referendario, oppure sugli spazi mediatici che, con assoluta certezza, saranno riservati in modo preponderante alla propaganda per il "SI", per focalizzare l'attenzione sul problema principale: l'uscita dall'Unione Europea e il recupero pieno della nostra sovranità nazionale.

giovedì 15 settembre 2016

Chicchirichì

Domani partirò per Chianciano per assistere, rigorosamente in incognito, al III Forum -No-Euro. Il che significa niente telecamera, niente interviste, ma solo un resoconto degli incontri personali che avrò con i tanti amici che mi sono fatto in questi anni. Oltre a un cortese saluto per gli altri.

Inutile girarci intorno, il clou dell'evento è l'armistizio tra Bagnai e i marxisti dell'Illinois, il resto essendo la solita passerella di personaggi che ripeteranno cose che gli astanti conoscono ormai fin troppo bene. Sabato mattina, dunque, mi piazzerò in fondo alla platea e mi gusterò la scena. Non dal punto di vista politico, ché di ciò non v'è nemmeno l'ombra - a meno di voler considerare tale l'infinita polemica teorica tra keynesiani e marxisti - bensì da quello psicologico. Ah la psiche! Cosa si agita veramente nel cuore degli esseri umani?

Assisterò agli interventi stando gomito a gomito con altri oscuri militanti, e chissà che tra di essi non ve ne saranno alcuni che, tra qualche anno, emergeranno come veri leaders, scelti perché veramente amati dal popolo e non perché hanno insistentemente e fastidiosamente preteso di esserlo. Nel far ciò, non disdegnerò di ammirare la silhouette delle signore. Sapete, le donne sono la mia salvezza: non ci fossero sarei un frocio perso, ma per fortuna ci sono. Chicchirichì.


sabato 30 luglio 2016

Quante galline hai?

Il signor A è un contadino di 87 anni che possiede alcune galline e qualche pecora. Coltiva l'orto con l'aiuto del figlio, un giovane uomo lievemente chiuso in sé stesso, e accudisce un'anziana sorella mite e sorridente. Il signor A è di intelligenza viva, parla un buon italiano seppur sbagliando qualche verbo, più per abitudine che per altro, e si capisce che ha vissuto tempi migliori. Da lui compro le uova fresche.

Entrambi siamo fuorilegge perché la vendita di uova non è consentita se l'attività non è dichiarata. "Quante galline hai?" si vide chiedere il signor A quella volta che, volendo produrre anche del formaggio, e desideroso di mettersi in regola, si rivolse agli uffici competenti. Non se ne fece nulla, per cui nessuno sa quante galline abbia il signor A. A me lo ha detto, ma non ve lo dico.

Abbiamo parlato delle regole che sovrintendono anche alle più minuziose attività economiche, rimanendo sorpreso nel constatare come il signor A sia ben consapevole che il loro vero scopo non è la tutela della salute pubblica, bensì quello di erigere ostacoli crescenti all'auto produzione, così da spianare la strada agli alimenti della filiera industriale. I quali sarebbero "più sicuri". A dispetto di ciò v'è il fatto, incontestabile, che al mio paesello, dove ognuno alleva galline e pecore all'insaputa degli organi competenti, si vive a lungo; inoltre tanto più a lungo e in buona salute quanto più si fa parte di quella cerchia sociale che, avendo poco o nessun reddito, di allevar galline, pecore e coltivare l'orto fa di necessità virtù. Io li chiamo "gli antenati", ed è sempre un piacere, per me, discorrere con loro. Lo dico senza timore di apparire snob, perché è oggettivo e verificabile che questi "antenati" abbiano un linguaggio molto più articolato ed evoluto dei giovini che si incontrano nei pub di città.

Gli antenati guidano trattori di loro proprietà, i giovini macchine sportive comprate a rate. Gli antenati si aggiustano i trattori da soli, i giovani per riparare le loro macchine fanno altre rate.

Ma la cosa più importante, e anche la ragione per cui ho scritto questo post interrompendo un lungo silenzio, è che quando ho detto al signor A che ESSI vogliono costringerci tutti al consumo esclusivo di alimenti della filiera industriale, lui mi ha risposto: "non ci riusciranno mai". I giovini, tutti i giovini coi quali mi è capitato di fare le medesime considerazioni, mi hanno sempre risposto allargando le braccia. Come a dire "sì, è inevitabile".

Mi farò delle galline - non dirò mai quante - e le lascerò scorrazzare nel prato.  Libere galline selvatiche, ovviamente, come me.

venerdì 15 luglio 2016

You Isis

Perdinci! Mi sono distratto un po' occupandomi degli affari miei e, quando mi riconnetto, scopro che O Califfo attacca l'occidente, alias la civiltà. Un camion a Nizza fa strage, un colpo di stato in Turchia, e ovviamente "più Europa" per difenderci.

Ma che palle! Adesso dovremmo rimetterci a fare contro informazione per spiegare ai milioni di citrulli che O Califfo è 'na strunzata! Agli stessi milioni di citrulli che credono che siamo in crisi perché siamo corrotti?

Mi dispiace, non ne ho voglia. Che i milioni di citrulli credano a quel che gli pare, io torno a farmi i fatti miei. E' come quando tento di spiegare ai miei giovani citrulli il concetto di linearità: fatica sprecata.

#sevedemoooo!!!

domenica 3 luglio 2016

Libertà, bellezza, civiltà

Dopo più di un anno di lavoro, affanni, grattacapi, momenti di disperazione e attimi di speranza, finalmente la ristrutturazione del Casale, sede operativa dell'associazione "Godere Agricolo" di Castro dei Volsci, è giunta al termine. La tredicenne Marilù ha realizzato questo gradevole filmato con il suo cellulare. E' stata brava.


Noi amiamo la libertà, la bellezza, la civiltà, e abbiamo il desiderio (ah! il desiderio, fuoco che arde il Creato!) di promuoverle tutte e tre.

martedì 28 giugno 2016

Il rasoio di Brancaccio


Dedicato a un amico che "le buche nelle strade, e Buzzi e Carmignani, e ci vuole un cambiamento e quindi voto cinquestelle". 

Controfattuale

Facciamo un esperimento mentale: immaginiamo che, contrariamente a quanto ci raccontano, il voto sul brexit fosse stato determinato dall'adesione dei giovani al leave e dalla scelta dei "decrepiti campagnoli e provinciali" per il remain. Cosa avrebbero scritto i gazzettieri nostrani?

E' facile immaginarlo. Mi cimento in un esercizio di stile, fingendo di essere un gazzettiere di un giornalone:

"La parte più matura della società britannica, quella che lavora e tira la carretta, ha mostrato senso di responsabilità. I giovani, purtroppo, sono stati facile preda delle sirene populiste determinando, con la loro improvvida e immatura scelta, un esito che sprofonda nell'incertezza la Gran Bretagna, l'Europa, il pianeta, il sistema solare e forse l'intera via lattea. E' il caso di riflettere se non sia opportuno, in futuro, escludere le generazioni più giovani, che non hanno ancora raggiunto una sufficiente maturità, dal diritto di voto nel caso di consultazioni su temi di così grande importanza."

Le cose sono andate diversamente, e i gazzettieri tirano fuori discorsi come questo:


Ora è del tutto inutile lamentarsi di ciò. I vari Serra, Severgnini, Orsini, Saviano, e tutta la corte dei miracoli del gazzettismo, scrivono queste scemenze con il loro limitato talento e più di questo non riescono a fare. Sono in affanno perché, dal profondo dell'anima popolare, si sono svegliate mille e mille voci raziocinanti, che li contrastano e mettono all'angolo con argomenti e ragionamenti troppo complicati per le loro limitate capacità. Sono in difficoltà, al punto che i loro stessi "padroni" credo stiano cominciando a capirlo, forse anche a riflettere sulla necessità di sostituirli con gazzettieri più abili e preparati. Un'operazione, questa, non facile, a meno di pescare proprio tra coloro che oggi li combattono, corrompendoli e portandoli dalla loro parte.

Il concorso per diventare nuovi gazzettieri è aperto. La paga è trenta denari.

sabato 25 giugno 2016

Il Brexit e lo strazio degli ordoliberisti

I maggiordomi dell'ordoliberismo straparlano: lo shock del brexit è stato così forte da allentare i loro freni inibitori. Godiamoci alcune perle.

Beppe Severgnini


Ha scritto due articoli, dicasi due, nello stesso giorno, come fosse bisognoso di spiegare a se stesso quel che era avvenuto. Oddio, più che due articoli, li definirei un flusso di coscienza in due atti.


La Brexit e lo sgambetto dei nonni alle nuove generazioni

Ecco alcune perle:

"Della Decrepita Alleanza fanno parte little Englanders di provincia e di campagna; cittadini meno istruiti nostalgici di ogni età"

Chiaramente si riferisce anche ai tipi come me, visto che sono "di provincia e di campagna", oramai abbastanza "decrepito", "nostalgico" e, se lo dice Beppe, sicuramente "meno istruito". Alé!

Secondo Beppe, quelli della "decrepita alleanza" hanno "preferito il passato al futuro, i ricordi ai sogni, l’illusione al buon senso", su di essi "le informazioni scivolano come l’acqua sulle piume dei pellicani di St James’s Park". Però che stile il Beppe! Voi lo sapevate che a St Jame's Park ci sono i pellicani? Chiaramente un uomo superiore, di classe, raffinato, mica un buzzurro di provincia e di campagna. Come me.

Si lamenta, il Beppe, del fatto che gente vecchia e decrepita (oltre i 64 anni hanno votato in massa per il brexit) abbia potuto condizionare il futuro dei giovani dai 18 ai 24 anni (che invece hanno scelto in massa il remain). Perfettamente in linea con l'altro Beppe, il comico genovese che, qualche anno fa, fece fuori i vecchi dal suo MoV per fare spazio ai "giovani". Cosa volete che contino, i "vecchi", in un mondo che cambia così velocemente? Come osano decidere sul futuro dei giovani? L'esperienza? sciocchezze. L'aver sperimentato la "durezza del vivere" a confronto del breve orizzonte di una birra al pub e a seguire il sesso veloce con un/una partner del programma erasmus?

Che poi, a chiamarlo "programma orgasmus" si fa prima, vista l'utilità formativa.

Ma i toni più accorati li troviamo nel primo articolo della giornata, pubblicato alle 6 del mattino:

La Brexit dallo storico Reform Club - Little England batte Gran Bretagna

Il Beppe ci informa che lui, quando va a Londra, non ha bisogno di andare in albergo: "sono membro del Reform da trent’anni: è la mia casa londinese (dopo averci vissuto, non ho mai dormito in un albergo in questa città)".

Il Reform club "E’ stato, nel corso del XIX secolo, il club liberale di Londra. E’ rimasto tale nel XX secolo. E’ stato il primo ad ammettere le donne come soci, nel 1981; a concentrarsi sulla qualità della cucina; e a fornire stanze da letto per i soci venuti da lontano (ora ne ha 48, di cui 26 con bagno). Ancora oggi, al momento dell’adesione, i membri devono sottoscrivere un’adesione ai principi liberali".

Il finale è straziante: "Il Regno Unito scappa, e non l’ha mai fatto. E’ uscito dal club sbattendo la porta: e non si fa". Tutta colpa dei decrepiti, of-course.

Passiamo ora alle angosciate considerazioni di tal Alessandro Orsini:


La consultazione è stata un errore

Il quale ci dice papale papale che, sulle cose importanti, il popolo non deve essere consultato perché troppo ignorante. Lo fa prendendola alla larga: "La città liberale è un ampio recinto politico che consente di elaborare strategie anti-democratiche, nel rispetto delle regole democratiche", ma poi affonda il colpo: "il voto della grande maggioranza delle persone non è determinato dal ragionamento critico, che scaturisce da una conoscenza approfondita della politica e dell'economia, bensì dal sentimento e dalla passione".

Secondo Orsini "Gli studi del Fondo Monetario Internazionale, della Banca d'Inghilterra e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dicono che la Brexit sarebbe dannosa per l'Inghilterra e per l'Europa intera. Eppure, il fronte Brexit è cresciuto. Ciò accade perché l'elettore medio, sia esso inglese o di qualunque altro Paese, non si reca nella cabina elettorale dopo avere passato mesi a leggere le ricerche apparse sulle riviste scientifiche. Vota, principalmente, in base al suo stato d'animo, che scaturisce dalla sua condizione particolare".

Non è meraviglioso? Questi ignoranti degli elettori, invece di studiare i report del FMI, votano in base alla propria "condizione particolare"!

"Ecco perché nelle scuole dei quartieri benestanti di Londra il fronte europeista è forte. Ecco perché nelle scuole delle periferie di Londra, piene di bambini immigrati, il fronte anti-europeista è in ascesa". La riflessione dell'Orsini è profonda e merita di passare alla storia del pensiero politico (#dar), soprattutto alla luce della soluzione proposta: "Una mente politica illuminata sa che, in un tempo in cui l'immigrazione e il terrorismo si sviluppano impetuosamente dentro una crisi economica, gli elettori non devono essere chiamati a votare su questioni internazionali quanto mai delicate".

Sapete dove scrive queste scemenze un tipo così? Su un blog? Noooo, sul "Messaggero", che come noto è gestito da una cooperativa di senza casa di Roma.


































Ah scusate, mi dicono che non è vero, pare che sia il giornale di una certa famiglia di grossi costruttori. Sottigliezze.





















Il gran finale di Orsini tira in ballo addirittura la Costituzione, all'articolo 75 (Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali): "L'immenso potere delle emozioni in politica era ben noto ai nostri padri costituenti che, reduci dall'esperienza fascista, impedirono agli italiani di determinare la politica estera attraverso lo strumento del referendum. Fu una saggia scelta anti-democratica. In Italia, i governi sviluppano la loro linea di politica estera. Punto. Se poi questa non piace agli italiani, se ne riparlerà, con tutta calma, alle prossime elezioni politiche, quando gli elettori potranno esprimere il loro dissenso votando per un partito politico piuttosto che per un altro. E così i nostri padri costituenti rinchiusero ogni pulsione rabbiosa in una bellissima teca di vetro che è l'articolo 75 della nostra costituzione".

Dimentica, il fine politologo, chissà perché, di citare l'art.11 della Costituzione (L'Italia... consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni...).

C'è scritto "in condizioni di parità con gli altri Stati". Dimentica, il nostro politologo, che il referendum inglese è stato consultivo, che l'uscita vera e propria rimarrà comunque di competenza del governo e che, se un governo liberale come quello guidato da Cameron, ha scelto di consultare il popolo, evidentemente qualche dubbio sull'opportunità di restare nell'UE circolava già ai massimi livelli. Dimentica infine, il nostro politologo, che un analogo referendum consultivo si è già svolto in Italia nel 1989, e che in quell'occasione il popolo, a torto o a ragione (con il senno di poi a torto) scelse di dare mandato al governo di proseguire sulla strada dell'integrazione europea.

E che dire degli analoghi referendum sulla Costituzione Europea (poi rinominata "Trattato di Lisbona", approvato con votazioni dei parlamenti nazionali) svoltisi in Francia e nei Paesi Bassi nel 2005 entrambi con esiti negativi? Anche le Costituzioni devono passare senza una consultazione popolare?

Ma tutto questo Orsini non lo sa, o non ricorda, ragion per cui conclude scrivendo "Nell'aprire la porta al referendum, Cameron ha aperto il vaso di Pandora, da cui è uscito l'assassino di Joe Cox. Quel vaso, in tempi di crisi, colmi di rabbia e di paure irrazionali, deve rimanere chiuso attraverso l'uso di opportune strategie anti-democratiche che, nel rispetto rigoroso delle regole democratiche, sollevino gli elettori dalla responsabilità di determinare il corso della politica internazionale".

Meravigliosa l'espressione "uso di opportune strategie anti-democratiche che, nel rispetto rigoroso delle regole democratiche, sollevino gli elettori dalla responsabilità di determinare il corso della politica internazionale". Il nostro Orsini è un perfetto esegeta del concetto di "democrazia idraulica", tanto cara a Von Hayek:

La democrazia ha un compito che io chiamo ‘igienico’ per il fatto che assicura che le procedure siano condotte  in un modo, appunto, idraulico-sanitario. (La democrazia) non è un fine in sé. Si tratta di una norma procedurale il cui scopo è quello di promuovere la libertà. Ma non può assolutamente essere messa allo stesso livello della libertà. La libertà necessita di democrazia, ma preferirei temporaneamente sacrificare, ripeto temporaneamente, la democrazia, prima di dover stare senza libertà, anche se temporaneamente”.

Qualcuno dovrebbe dire ai Svergnini e agli Orsini che nel popolo si trovano energie morali e intellettuali, pronte a mobilitarsi, in misura sufficiente per capire e denunciare le trame antidemocratiche dei dominanti. Ragion per cui accade che, a dispetto dell'imponente grancassa mediatica in favore del demenziale progetto unionista, al popolo non manca, e non mancherà mai, la possibilità di sentire un'altra campana, e regolarsi di conseguenza. Se il referendum del 1989 fu vinto, ciò accadde perché tali energie, in quell'occasione, non si mobilitarono, concedendo un'apertura di credito al progetto unionista. Poche volte le speranze dei popoli sono state deluse con altrettanta caparbietà, come hanno fatto le élites che hanno guidato questo progetto, ed ora il vaso è colmo. L'Unione Europea è già fallita perché i popoli europei, che pure non erano contrari, ora non la vogliono più. Se ne facciano una ragione.

venerdì 24 giugno 2016

Ehrlichkeit macht frei (L'onestà rende liberi)

Una discussione con un amico


Riporto un brano di un post su FB in cui l'amico Enea Boria sostiene una tesi, a mio avviso errata, sul m5s.

"Non condivido la tua tesi per cui m5s è il primo dei nemici.
Per me non è portatore di una sola soluzione, è un piede di porco per destabilizzare il blocco di potere incardinato sul PD.
Il che comunque ci serve. Se poi non saremo capaci di mettere in carreggiata nulla, scardinato il PD, m5s ci cambierà la classe dirigente nazionale senza cambiare il segno delle politiche. Ma sarà colpa nostra, che da Di Maio non ti puoi aspettare niente.
Mentre in un partito capeggiato da uno come Zanni che sta al parlamento europeo, sarei contento di militarci."

Già, perché io ho affermato, in un recente post, che il m5s è il nemico principale. Certo, potrei infierire citando l'articolessa del 20 giugno 2016 sul blog di Beppe Grillo: "Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo interessati all'Unione Europea non ci saremmo mai candidati; qui, invece, abbiamo eletto la seconda delegazione italiana. L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'UE, ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano. L'unico modo per cambiare questa 'Unione' è il costante impegno istituzionale, per questo il Movimento 5 Stelle si sta battendo per trasformare l'UE dall'interno".

Pare che l'articolessa sia stata scritta dalla delegazione degli europarlamentari a Bruxelles, di cui fa parte anche il Zanni citato da Enea.

Dicevo: potrei infierire, ma non voglio farlo esibendo una "semplice" confessione. In fondo Enea, e altri come lui, potrebbe sempre rispondere che sì, quella è la posizione della delegazione a Bruxelles, ma in realtà nel m5s ci sono tanti bravi cittadini che non sono d'accordo... e bla bla bla. Dunque procederò con metodo deduttivo dimostrando, logica alla mano, che sì! il m5s è il nemico principale.

Cominciamo con questa storia che nel m5s ci sono tante "brave persone". Ah, perché nel PD invece no? E in FI? Lì sono tutti ladri e delinquenti? E' logico e verosimile supporre che sia nel m5s, sia nel PD, in FI e in tutti i partiti, ci sono tante "brave persone" che  però, ahimè, non hanno capito la classica ceppa di minchia? Scusami Enea, ma che differenza c'è tra una "brava persona" che vota m5s senza capirci una ceppa di minchia, e un suo omologo che però vota PD o FI o un qualsiasi altro partito? Io dico: nessuna. E la logica mi dà ragione.

Che poi queste "brave persone" che votano m5s ma non ci capiscono una ceppa di minchia, in cosa sono diverse dalle "brave persone" che votano PD non capendo una ceppa di minchia, per cui sostengono un partito che gli taglia salari, pensioni e welfare raccontandogli che non sono abbastanza produttivi? E vogliamo parlare di quelle "brave persone" che ballavano per l'arrivo di Monti e la cacciata di Berlusconi? E ti devo ricordare, amico Enea, i ragionamenti di quelle "brave persone" convinte che, consentendo ai partiti di designare i candidati alle elezioni politiche, la qualità degli eletti ne sarebbe risultata migliorata? Io me lo ricordo ancora l'amico Benny, che è una cara e "brava persona", te lo garantisco, ma non ci capisce una ceppa di minchia! E le folle plaudenti Ualter Veltroni? Ne vogliamo parlare? Però tu insisti nel dire che nel m5s ci sono tante "brave persone", e allora mi costringi a ricordarti che le "brave persone" sono pericolose. E siccome, parole tue, nel m5s ci sono tante "brave persone" (che non capiscono una ceppa di minchia) ecco che ti ho dimostrato, logica alla mano, che il m5s è il nemico principale!

Il m5s è il nemico principale proprio perché ha il sostegno di milioni di queste pericolosissime "brave persone", che ha ingannato sistematicamente per anni, senza spiegar loro il come, il perché e il quando la crisi si è abbattuta sull'Unione Europea.

Ma poi, e qui ti inchiodo di nuovo con la logica più stringente, è vero o no che i candidati del m5s hanno dovuto sottoscrivere un contratto con la Casaleggio, in base al quale possono subire gravi conseguenze economiche se danneggiano l'immagine del caro MoV? Ti rendi conto, Enea, del punto cui sono arrivati? Sbaglio, o questa cosa è illegale? Sbaglio, o per la legge italiana non esiste ancora, e per fortuna, il vincolo di mandato? E sbaglio se ti ricordo che il m5s non ha mai, dico mai, celebrato un congresso nazionale, e che le votazioni avvengono su una piattaforma telematica controllata dalla Casaleggio, cui partecipa una frazione di quelli che, ormai anni fa, si iscrissero, peraltro con una procedura che fu oggetto di numerosissime contestazioni per le modalità opache che non consentirono a molti, che volevano registrarsi, di farlo? Se sbalio mi corigerai.

Tu però consideri il m5s "un piede di porco per destabilizzare il blocco di potere incardinato sul PD", e affermi che  "comunque ci serve". Cioè? Cioè, coregime se sbalio, hai in testa l'anno glorioso della rivoluzione russa, quando un gruppetto di comunisti, guidato da Lenin, seppe approfittare del tumulto causato dalla sconfitta in guerra per prendere il potere! Francamente, amico Enea, non vedo altre possibili spiegazioni che possano giustificare le tue affermazioni. Ora il guaio è che questo retro pensiero è talmente evidente che non è possibile nasconderlo, e dunque l'effetto sorpresa non può esserci; per non parlare del fatto che quando il potere viene conquistato da una sparuta minoranza, è molto probabile che la cosa finisca in una dittatura. Ah certo, del proletariato!

Concludi scrivendo "in un partito capeggiato da uno come Zanni che sta al parlamento europeo, sarei contento di militarci". Posso farti una domanda? Cosa ci fa, uno come Zanni, al parlamento europeo nel gruppo del m5s? Ah certo, vuole cambiare le cose dall'interno! Come il m5s, che vuole cambiare l'UE dall'interno.

Sempre amici, vero? Ti saluto ricordandoti che il solo e unico modo di essere liberi è non credere alle favolette. Anzi, più sono belle le favolette, e a lieto fine, più occorre dubitare ed essere sospettosi. Per quanto mi riguarda, militerò in un partito di bastardi disonesti figli di puttana che mi dirà quello che da sempre so: la libertà costa lacrime e sangue.

mercoledì 22 giugno 2016

Detesto il capitalismo perché ha ferito la bellezza del vivere!

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martedì 21 giugno 2016

Vare, Vare redde mihi legiones!


Da "De vita Caesarum" di Gaio Svetonio Tranquillo

"Adeo denique consternatum ferunt, ut per continuos menses barba capilloque summisso caput interdum foribu illideret, vociferans: Quintili Vare, legiones redde! Diemque cladis quot annis maestum habuerit a lugubrem."

"(Dicono infine che [Augusto] si mostrasse così costernato da lasciarsi crescere per mesi la barba e i capelli e da sbattere di tanto in tanto la testa contro le porte gridando: 'Quintilio Varo, restituiscimi le mie legioni!' Dicono anche che considerò l'anniversario di quella disfatta come un giorno di lutto e di tristezza)."

Dal blog di Beppe Grillo:

"Chi ha vinto
Hanno vinto i cittadini che vogliono cambiare questo Paese a partire dalla priorità assoluta: un Reddito di Cittadinanza che restituisca dignità a 10 milioni di italiani.
Ha vinto il MoVimento 5 Stelle perchè si è presentato dappertutto come un'unica forza solida, compatta e coerente e nonostante una campagna denigratoria orchestrata dal Pd ed eseguita dai media."

Dunque hanno vinto i "maggiordomi onesti"


Da wikipedia: "La battaglia della Foresta di Teutoburgo, chiamata clades Variana (la disfatta di Varo) dagli storici romani, si svolse nell'anno 9 d.C. tra l'esercito romano guidato da Publio Quintilio Varo e una coalizione di tribù germaniche comandate da Arminio, ufficiale delle truppe ausiliarie di Varo ma anche segretamente capo dei Cherusci."

Parafrasiamo: "La battaglia della Foresta di Lussemburgo, chiamata clades Beppica (la disfatta di Beppe) dagli storici dell'Unione Europea, si svolse nell'anno 2019 d.C. tra la formazione politica guidata da Beppe Grillo e una coalizione di tribù ordoliberiste comandate da Di Maio, ufficiale delle truppe ausiliarie di Beppe Grillo ma anche segretamente capo dei pop-liberals."

Io non ho altro da dire, sarà il tempo a chiarire se non capisco niente oppure ci ho azzeccato. 


Da wikipedia: « [...] Varo credeva che [i Germani] potessero essere civilizzati con il diritto, questo popolo che non si era potuto domare con le armi. Con questa convinzione egli si inoltrò in Germania come se si trovasse tra uomini che godono della serenità della pace e trascorreva il periodo estivo esercitando la giustizia [...] davanti al suo tribunale [...] ma i Germani, molto astuti nella loro estrema ferocia e fingendo [di essersi adeguati alla legge romana] indussero Varo ad una tale disattenzione ai problemi reali, che Varo si immaginava di amministrare la giustizia quasi fosse un Pretore urbano nel Foro romano, non il comandante di un esercito in Germania [...] » (Velleio Patercolo, Storia romana, II,117.)

Parafrasiamo: « [...] Beppe Grillo credeva che [gli ordoliberisti] potessero essere civilizzati con i diritti civili, questa classe che non si era potuta domare con le armi della Costituzione. Con questa convinzione egli si inoltrò nell'Unione Europea come se si trovasse tra uomini che godono della serenità della pace e trascorreva il periodo estivo esercitando la giustizia [...] davanti al suo tribunale [...] ma gli ordoliberisti, molto astuti nella loro estrema ferocia e fingendo [di essersi adeguati alla legge] indussero Beppe Grillo ad una tale disattenzione ai problemi reali, che Beppe Grillo si immaginava di amministrare la giustizia quasi fosse un Pretore in un tribunale civile, non il comandante di un partito politico rappresentante degli interessi nazionali nell'Unione Europea [...]»

Ciò detto me ne vado a letto ribadendo che il M5S è il nemico principale, anche se tanto abbiamo goduto della sconfitta di Renzi e del PD.

giovedì 16 giugno 2016

Socing

Scusate, ma è proprio vero che il killer di Orlano era gay? Pare di sì. Uhm, allora la notizia da sparare in prima pagina dovrebbe essere...

Gay fa strage di gay

Scusate, ma è vero che dietro il presunto attentato a sfondo jihadista di Magnanville, nelle banlieue parigina, ci sono motivi personali, probabilmente una vendetta? Pare di sì. Uhm, ma allora la notizia da sparare in prima pagina dovrebbe essere...

Pregiudicato uccide per vendetta due poliziotti

Scusate, ma è vero che le circostanze in cui è morta la deputata inglese Jo Cox non sono ancora chiare? Pare di sì. Uhm, allora perché David Sassoli già scrive...


Scusate, ma è vero che il segretario di stato americano Colin Powell nel 2003 presentò all'ONU le prove del possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein e che un anno dopo la CIA lo smentì? Uhm, ma allora perché non ci sono stati titoloni, sui giornaloni italiani, come questo...

Saddam Hussein martire della pace in M.O.

Scusate, ma è vero che il debito pubblico dei paesi periferici dell'eurozona era in drastico calo dall'inizio della Moneta unica e che è cresciuto per ripianare le perdite della finanza privata, come oggi riconosce anche il FMI? Pare di sì. Uhm, ma allora perché si fa la caccia alle streghe contro i "furbetti del cartellino" invece che sparare in prima pagina...

La crisi è della finanza privata

Scusate, ma è vero che la Russia spende in armamenti 1/12 degli USA? Pare di sì. Uhm, ma allora perché nessuno scrive in prima pagina...

Gli USA minacciano la pace nel mondo

Scusate, ma è vero che da mezzo secolo i salari ristagnano mentre la produttività cresce prodigiosamente? Pare di sì. Uhm, ma allora perché ci dicono che la crisi è colpa nostra e che adesso dobbiamo fare austerità, invece di sparare in prima pagina, sui giornaloni, titoloni così...

Il capitale schiaccia il lavoro e genera guerre

Perché? Forse perché...

la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza?

Addendum: pare che il testimone che avrebbe sentito le parole "Britain first", intervistato dai giornalisti, abbia smentito (con video). Il senso di schifo sta raggiungendo vette inconcepibili.

lunedì 13 giugno 2016

I'm sorry. I couldn't resist.


Scrive Aristarco: "Gentile Professore,
per quel poco che so della storia del fascismo, mi sembra impreciso associare 'in maniera suriettiva' quest' ultimo all'autoregolazione del mercato.
Le politica economica durante del ventennio si divide in varie fasi e, per esempio, l' istituzione dell'Iri e la legge bancaria del 1936 credo vadano in direzione opposta all'autoregolazione dei mercati.
E ciò, nel mio modesto parere, non fa altro che rimarcare il concetto del post, ovvero che esistono (almeno) due piani distinti su cui possiamo distinguere destra e sinistra, uno 'tradizionale-ideale' e uno economico."

Risponde Illo: "Per quel poco che so di storia di questo blog, trovo estremamente irritante che tu arrivi qui catapultato dal nulla a farci una lezioncina che oltre a dirci cose delle quali qui si è parlato migliaia di volte con dovizia di particolari è anche in tutta evidenza incoerente con le categorie analitiche proposte, o del tutto pleonastica. Sì, lo so, non sono molto simpatico. Ma secondo me 'me ne frego!' è, oggi, un motto di sinistra..."

Insetti

La risposta di Marco Mori è perfetta.

Merita un approfondimento la frase dell'insetto (al netto della bufala dei grillini che vogliono uscire dall'euro), laddove scrive "non pagare debito pubblico".
Che significa pagare il debito pubblico? Significa che tutti quelli che hanno prestato soldi allo Stato possono presentarsi domani per chiederli indietro? Mettiamo che sia così, ma allora anche tutti quelli che hanno depositato soldi in banca possono fare altrettanto! O no?
La realtà delle cose non è semplicissima, ma non è neanche troppo difficile da capire, a patto di essere disposti a concentrarsi un po'. Il punto è che nessuna istituzione finanziaria può fare fronte a una corsa agli sportelli, salvo uno Stato sovrano. Certo, se tutti coloro che hanno prestato soldi allo Stato si presentassero contemporaneamente a chiederli indietro (cosa impossibile per altro, dovrebbero attendere la scadenza dei titoli) qualche problema ci sarebbe, ma lo Stato sovrano potrebbe sempre monetizzare le sue necessità, cioè stampare moneta. Ne deriverebbe un po' di inflazione? Probabilmente sì. Quanta? Il 20%? Il 30%? Non di più, perché lo Stato sovrano ha sempre la possibilità di tassare chi non gli presta i soldi. Dite che non è giusto? E' questo il problema! particolarmente sentito da chi di soldi ne ha tanti! Come l'insetto.
Il quale non deve essere uno sciocco, visto che fa soldi con la finanza mentre voi per campare dovete sgobbare, e allora com'è che non capisce? Magari fa quello che hanno sempre fatto i ricchi, cioè prendere per i fondelli i lavoratori?
Cosa succederebbe a una banca se ci fosse una corsa agli sportelli? La perdita per i depositanti (in assenza di un intervento dello Stato cattivo) sarebbe solo del 20/30%? O superiore? Chiediamolo ai clienti delle banche fallite.
Raccontiamola giusta: in uno Stato sovrano che riconosce l'iniziativa privata (come l'Italia disegnata dalla Costituzione del 1948) ognuno, ricco o povero, dà la sua parte, i capitalisti ci mettono i soldi e i lavoratori il lavoro. I capitalisti devono prestare soldi allo Stato, che li retribuisce con un interesse, i lavoratori devono lavorare. Ventilare una corsa agli sportelli, alias la restituzione del debito pubblico, è l'equivalente di minacciare uno sciopero generale ad libitum: è un atto eversivo! Almeno rispetto allo statu quo di uno Stato sovrano che riconosce l'iniziativa privata (come l'Italia disegnata dalla Costituzione del 1948).
Coloro che prestano soldi allo Stato sanno che non possono chiederli indietro a discrezione ma devono accontentarsi di un interesse, la cui misura è frutto di un compromesso politico. E infatti, non a caso, il divorzio Tesoro-BdI è considerato, da chi ha contezza delle cose, un atto sedizioso, come per altro riconobbe uno dei protagonisti, Beniamino Andreatta: "Nei limiti stretti delle mie competenze era invece mia intenzione sottolineare la novita' , la rottura con il passato, quando poteva apparire 'sedizioso' un comportamento della Banca che rifiutasse il finanziamento del fabbisogno pubblico per non creare base monetaria in eccesso".
Ma il geniale finanziere Serra, consulente di Renzi, fa finta di non sapere e blatera di "pagare il debito pubblico" come fosse un qualsiasi avventore di un bar. Che è esattamente come se io lanciassi un appello sui social invitando tutti a ritirare i soldi dai depositi bancari! Voi che dite, se un simile appello venisse raccolto non mi troverei i carabinieri in casa alle quattro di mattino? La verità è che il sistema finanziario, sia pubblico che privato, si fonda su regole tacitamente (ma nemmeno tanto) accettate da tutti. La verità è che solo una frazione dei creditori può presentarsi agli sportelli, delle Banche o del Tesoro, per chiedere indietro i propri soldi, ma quando ciò accade la differenza tra il sistema finanziario privato e quello di uno Stato sovrano salta agli occhi: il primo è vulnerabile, il secondo, sia pure con qualche acciacco, ne viene fuori. Ma tutto questo l'insetto non lo sa. O fa finta di non saperlo.
Mancano 12 giorni al referendum inglese sul Brexit, ci sono gli europei di calcio (chi gioca? estiqatsi!) e sta nascendo negli ambientini un certo nervosismo. Ecco allora che si ventilano disastri su lavoro/pensioni/risparmi/aziende, e già che ci sono perché non l'invasione delle cavallette, la peste bubbonica, la strage dei primogeniti? Eppure, a ben pensarci, l'insetto non ha torto, perché con la fine dell'euro e dell'UE potrebbero arrivare veramente le cavallette, la peste bubbonica e la strage dei primogeniti. Vediamo perché.
L'euro ha "creato" i debiti (ma anche i crediti), poiché ha esaltato gli squilibri delle bilance commerciali, creando al contempo un contesto di moral hazard che ha rassicurato i prestatori inducendoli a erogare credito nella certezza della sua irreversibilità. Inoltre, come "vincolo esterno", ha schiacciato i salari e contribuito allo smantellamento dei settori pubblici degli Stati. Ciò ha determinato l'emergere di enormi rapporti debito/credito sia tra gli Stati (per via delle contabilità nazionali che, a dispetto della moneta unica, non sono state abolite) sia all'interno di questi, tra le classi sociali. Un successo del Brexit può innescare una reazione a catena tale da portare al collasso dell'euro e alla fine dell'UE, lasciando gli Stati e le classi sociali alle prese con il gioco del cerino acceso. Lo scenario, in effetti, è da incubo. Tant'è che un amico, incontrato al bar qualche giorno fa, durante una discussione da bar (appunto) se ne è uscito affermando che "a forza di parlare di uscire dall'euro succederà davvero, e allora ci sarà la guerra e io non voglio la guerra". Gli ho risposto che la fine dell'euro e dell'UE è nell'ordine delle cose inevitabili e che in questo noi anti-euro non abbiamo alcuna responsabilità o merito, semplicemente accadrà. Noi siamo stati le inascoltate cassandre, le oche del Campidoglio, gli ambasciatori del futuro che sta arrivando, non la forza attiva che ha determinato la crisi di un progetto sconclusionato nato sessanta anni fa, nel 1957 a Roma.

Non sarà oggi, non sarà domani, ma quando succederà nessuno sarà mai stato eurista.


Come Mussolini, che nel dicembre 1944 ancora riempiva le strade di Milano...


Mi domando, con crescente curiosità, cosa faranno i miei (ex)amici piddini. Dai, l'avete capito che l'UE ha i giorni contati, vero? Dico, mancano undici giorni al Brexit! Ci volete scommettere che si ricicleranno dicendo di essere sempre stati "critici"? Questi deficienti che hanno sposato l'economia sociale di mercato senza nemmeno sapere cos'è, questi presuntuosi senza vergogna abituati a pontificare senza studiare, questi bambocci sempre in gara tra loro nell'accaparrarsi incarichi e prebende eppur convinti di essere moralmente superiori, insomma questi insetti da trattare con il DDT in deroga alle sacrosante preoccupazioni per l'ambiente, che hanno osato tacciare di populismo chi si è sforzato per anni di approfondire, capire, andare oltre gli slogan propagandistici, come se la caveranno?

Ma è ovvio, diventeranno grillini. E il PD sparirà. Accetto scommesse. Come faccio ad esserne certo? Ho calcolato il logaritmo del nulla.

sabato 11 giugno 2016

La sociopatia dell'offertismo


La spiegazione che, della crisi, offre il mainstream, è quella basata su una carenza di offerta. Ovvero siamo poco produttivi - diciamolo: un po' pigri come tutti i popoli del sud - poco aperti all'innovazione, oltre che corrotti e familisti, va da sé. Per gli "offertisti" il problema non è la domanda (ma quando mai!) bensì l'offerta, per cui la crisi è conseguenza della nostra incapacità di reggere la concorrenza internazionale. Sono tutti più bravi e laboriosi di noi, più onesti, più avvezzi alla durezza del vivere (che stiamo riscoprendo, come auspicato dal "compagno" Padoa Schioppa).

Questo è il frame nel quale vivono milioni di italiani, grazie anche al contributo dei maledettamente stupidi grillinos, quelli che adesso vogliono rendere "pubblica" la Banca d'Italia per "assicurare l’assoluta indipendenza dell’arbitro" (sic!).

Ora chiedetevi: non è forse vero che, da qualche anno, il vostro modo di lavorare è stato vieppiù riempito di incombenze assolutamente inutili, che tuttavia occupano il vostro tempo e vi procurano stress? Riunioni, riunioni, riunioni, incontri di formazione, procedure minuziose da rispettare per produrre documentazione assolutamente inutile, direttive sconclusionate e quant'altro? Perché accade ciò? Forse perché il mondo si è improvvisamente riempito di idioti?

Verrebbe da rispondere di sì, ma voglio proporvi una spiegazione alternativa: è una conseguenza dell'offertismo, per cui è necessario tenervi sotto pressione anche quando in realtà, per mancanza di domanda, non c'è un fico secco da fare. Hai visto mai che vi impigrite? L'importante è tenervi in tiro, belli allenati a faticare, cosicché quando verrà l'araba fenice della ripresa sarete già abituati a sgobbare (ovviamente non per voi, ma per chi vi spreme dalla nascita al catafalco).

E' una riflessione che mi è venuta in mente in questo periodo in cui sono stato impegnato nei lavori di ristrutturazione della mia casa. In questa circostanza io ero il "padrone" e, siccome sono inesperto, mi è capitato di non essere sempre capace di organizzare al meglio il lavoro degli operai. Quando ciò è avvenuto costoro non sapevano cosa fare (mancava questo e quell'altro) ma io dovevo pagarli lo stesso, ed ho sentito nascere nel profondo del mio cuore il bisogno di vederli comunque "operosi": hai visto mai che si abituavano a non fare una beneamata fava? Gli unici che non mi hanno dato problemi del genere sono stati quelli che hanno lavorato non da salariati, bensì da liberi professionisti, "a risultato", perché, se non c'era niente da fare, mi salutavano e andavano da qualche altra parte (e poi riprenderli era un problemone). Però i salariati sono la maggioranza, anche se a molti è stato fatto credere di essere liberi professionisti. Aggiungo che si è "salariati" tanto più quanto la domanda di lavoro è scarsa.

La "ripresa" tarda ad arrivare? L'offertista ti chiede di lavorare di più, a costo di complicarti la vita. L'importante è che lavori, che non ti abitui a non fare niente; poi, quando la ripresa arriverà (ma arriverà?) ti toglieranno tutte le incombenze stupide e inutili e ti chiederanno di lavorare veramente. Tanto sarai abituato a fare il servo.

Se la "ripresa" arrivasse per davvero ci toglierebbero rapidamente tutte le stupide incombenze con cui ci tengono in tiro. Una riunione a 200 km di distanza per rimasticare scemenze risapute? Scherziamo? Vai dai clienti prima che lo faccia la concorrenza! E la cartaccia che adesso devi compilare? Lascia stare, corri prima che arrivino quelli là, tanto chi le legge queste fesserie?

Ma la domanda non c'è! E non c'è perché, dicono gli "offertisti", non lavori abbastanza. E dunque lavora di più e con meno soldi!

Forse mi sbaglio e sto dicendo delle fesserie (io non sono un micro-economista ma...) però sospetto che in questo modo di vedere le cose possa esserci del vero. Forse la sociopatia burocratica del fare cose inutili e insensate è veramente alimentata dall'eclissi della domanda effettiva di beni e servizi, unita alla necessità di tenere impegnata l'organizzazione produttiva in attesa di tempi migliori. Solo che, con il protrarsi di questa situazione di debolezza della domanda, continuare il gioco comincia a produrre effetti devastanti e di massa, soprattutto sul piano psicologico. Parlo con la mitica ggente e, quotidianamente, raccolgo lamentele sul fatto di essere costretti a fare cose inutili e improduttive. La ggente penZano, non avendo chiara la situazione, che se gliele togliessero potrebbero lavorare più efficacemente e guadagnare financo di più, ma non gli viene in mente che, invece, devono fare cose inutili perché non c'è abbastanza da fare per tutti. Perché la domanda langue.

L'importante è che la ggente sia impegnata, anche a non fare niente. Sapete, l'ozio è il padre dei vizi, cioè del disordine. Dio non voglia della rivoluzione.

mercoledì 8 giugno 2016

Le vittime della shoah sono 5.999.999!

E adesso sbattetemi in galera!

Negazionismo: sì Camera a legge, da 2 a 6 anni carcere

I "boccaloni"


Ma come mai, se i robot sostituiranno il lavoro umano:

Welfare da ripensare con i robot al lavoro

 in Francia con la legge "El Khomri" si punta a un orario di lavoro settimanale di 60 ore?

Francia: il Partito Socialista all’attacco delle 35 ore. L’orario di lavoro potrà superare le 60 ore settimanali


Ma come mai la "sinistra", che ha scoperto la lotta di classe, non la capisce? La domanda è d'obbligo: sono "boccaloni"?

I "boccaloni" sono quelli che credono che il lavoro sia una merce generosamente elargita dall'alto, una merce che potrebbe diventare rara a causa della tecnologia. I "boccaloni" non riescono proprio a capire che la dotazione tecnologica di una società è un dato oggettivo, storicamente determinato, che condiziona l'output produttivo possibile, e che la lotta di classe comincia nel momento in cui si tratta di spartirselo. I "boccaloni" sono quelli tanto buoni, ma così buoni, ma talmente buoni che "facciamo una legge per dare ai poveri il diritto di vivere dignitosamente".

Il mondo è pieno di "boccaloni".


Addendinum avvelenadum: i "boccaloni" li pescano i "bocconiani".

Addendinum bis cianuricum: domani rompo il culo a questi qua! E' ora di mettere in campo l'artiglieria pesante.

martedì 7 giugno 2016

[PopulPost] Maggiordomi&Trifolchi

«Lasciate scendere i salari e il Sud crescerà»

L’economista Andrea Ichino, autore di un’analisi con Tito Boeri ed Enrico Moretti, presentata al festival dell’Economia di Trento: «Spostiamo la contrattazione sui salari nelle aziende». Gli effetti? Un abbassamento dei salari al Sud che porterebbe «più sviluppo ed equità» sia al Nord che al Sud.


Esegesi


Io questi qua li ammiro, sono dei perfetti maggiordomi del Capitale. Certo, si potrebbe obiettare a uno dei tre, Boeri, che anche il suo di salario dovrebbe scendere, ma noi non ci abbassiamo a tanto. E' giusto e sacrosanto che Boeri - ma anche Ichino e Moretti - siano ben pagati dal loro padrone, il Capitale, visti i servigi che gli rendono! Io mi incazzo con i tanti fessi di lavoratori che gli danno retta, cos'altro dovrebbe dire un maggiordomo? Che proprio per il fatto che il sud è arretrato bisogna dargli più soldi? Magari pagando di più i dipendenti pubblici (per lavoro in area disagiata) usando le risorse delle zone più ricche in modo da stimolare la domanda?

Che poi, pensateci bene: mica dicono, i maggiordomi, che bisogna pagare di più i lavoratori del nord produttivo! Nooo! Dicono di pagare di meno quelli del sud arretrato! Evidentemente è tutto un problema di pelandronaggine, di mafie (rigorosamente al plurale) , di clientelismo familistico...

Che bravi i maggiordomi, come farebbero i padroni senza di loro? Ve l'immaginate il fastidio di scendere di persona nelle cucine, nelle stalle, a trattare (leggasi: perculare) quei bifolchi? Bifolchi? Che dico: trifolchi! Ma niente paura, si mandano gli Ichino, i Boeri e i Moretti, che son tanto bravi signora mia!

"Sviluppo ed equità", tubano i maggiordomi. Tu, lavoratore del sud, sei meno produttivo perché proprio non ce la fai con picca&pala a fare la stessa quantità di lavoro del tuo omologo del nord che aziona una benna meccanica? E allora tu, lavoratore del sud, devi guadagnare di meno del tuo omologo del nord! Non è forse equo? Ma pensa, bifolco del sud - che dico: trifolco - se ti accontenti di pane e cipolla, alla fine di una vita di sacrifici avrai anche lo sviluppo, parola di maggiordomi. E che? Non vuoi fare sacrifici, anzi vuoi guadagnare come il lavoratore del nord che aziona una benna meccanica? Ah, ma allora sei uno sfaticato, un parassita, forse anche un po' mafioso. Non è forse vero che compri le sigarette di contrabbando? Fuma di meno, sii morigerato, mangia pane e cipolla facendo concorrenza al lavoratore del nord che aziona una benna meccanica e alla fine, vedrai........
























































abbasseremo il salario anche al lavoratore del nord che aziona una benna meccanica! Parola di maggiordomi.






















Io li ammiro i maggiordomi. Che stupendi personaggi, che classe, che stile! E soprattutto: che coraggio. Questi devono scendere nelle stalle, nelle officine puzzolenti, mischiarsi con voi bifolchi (che dico, trifolchi) discutere con voi facendo finta di essere loro i veri padroni; e farsi invidiare, sotto sotto anche un po' odiare quando a ben pensarci sono servi come voi, e convincervi che la colpa è la vostra. Un lavoro di merda, ne converrete, che è giusto retribuire dignitosamente. E poi, scusate, chi tra voi bifolchi - che dico: trifolchi - non vorrebbe essere al loro posto? Dai, confessatelo: se non proprio voi, che almeno i vostri figli possano un giorno diventare maggiordomi....

Li conoscete per nome i maggiordomi, li vedete in televisione che parlano dall'alto della loro sapienza tecnica (cose che voi bifolchi - che dico: trifolchi - proprio non potete capire). Usano parole "strane" di cui non conoscete il significato, ma alla fine vi vengono incontro e vi spiegano le cose con il buon senso comune di cui voi bifolchi - che dico: trifolchi - vi pascete a pranzo e a cena: lo Stato è come una grande famiglia, chi non lavora non fa l'amore, il debbbito pubbbblico, il calo demografico, oggi c'è la Ciiina, l'Italia è un paese corrotto, le cose devono cambiare ("se non cambiamo tutto, tutto resterà come prima" - dixit Virginia Raggi), faremo gli Stati Uniti d'Europa, i populismi che dico i fascismi, e poi adesso c'è la partita gioca l'Italia ne riparliamo.

Avete votato? Bravi bravissimi. Vi accapigliate facendo il tifo per questo o quel maggiordomo? Bravi bravissimi. Adesso c'è il m5s e le cose cambieranno? Bravi bravissimi. Se usciamo dall'euro e dall'UE arrivano le cavallette? Bravi bravissimi. Ma tu vuoi tornare agli stati nazionali dell'ottocento? Dici che il liberismo è una piaga storica? Ah, ma lo potevi dire prima che sei un comunista! Ma io non sono comunista! Vabbè, sarai un populista. E magari stai con Salvini!

Voi, invece, siete 'na massa de boccaloni.

sabato 4 giugno 2016

Il "Cesare democratico"

Cari followers, sottopongo alla vostra attenzione quesa straordinaria, stupefacente e psichedelica conversazione con una piddina ciociara, vero archetipo della piddinitas, sviuppatasi a partire da questo articolo di Galli della Loggia (nomen omen) sul corriere.it (Il Cesare democratico che non c’è). Enjoy. Per l'ocasione, trattandosi di chiaro invito al linciaggio politico, il post è aperto ai vituperati anonimi.

p.s. sembra che il link alla pagina FB non funzioni più. Forse la conversazione è stata eliminata? Mah, chissà... oppure io non capisco un cazzo di informatica e sto prendendo lucciole per lanterne. Comunque ho fatto in tempo a copia&incollare, e del resto francamente me ne infischio.

p.p.s. Ceterum censeo Piddiniam esse delendam


Fiorenzo Fraioli Certo che 'sti piddini (o ex piddini) che si scaldano all'idea di un "Cesare democratico"... e daje!
Sonia Sirizzotti Veramente l'articolo Nn dice questo
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Luciano Palese Bell'articolo. Interessante. Non nascondo che la testa spera che vinca la Clinton, ma il cuore tende per Sanders. Quest'articolo mi conferma le sensazioni che sto provando. Per quanto riguarda l'Europa la nostra crisi politica e sotto gli occhi di tutt...See More
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Sonia Sirizzotti Pero Bernie ci sta facendo sognare
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Luciano Palese Ho dei parenti Americani che in questi giorni sono a Ceprano. Sono venuti per il giubileo. Inevitabile, abbiamo parlato delle presidenziali. Sono Democratici. Gli ho chiesto chi preferivano. Quando ho citato la Clinton mi hanno detto che non avrebbero ...See More
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Sonia Sirizzotti Anche io ho parenti negli USA il fatto eclatante è che Bernie riscuota tanto successo tra i giovani
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Luciano Palese Adesso ti faccio arrabbiare. Stasera andiamo troppo d'accordo. Ho chiesto come vedono Renzi. Mi hanno risposto che è un grande leader ed erano anni che a sinistra non nasceva uno così. Poi ho capito da dove proveniva l'enfasi su Renzi. Vedono solo Rai international ed essendo democratici vedono il nostro pd il partito fratello del loro pd.
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Fiorenzo Fraioli "La via d’uscita è per l’appunto quella incarnata dal senatore Sanders: il populismo democratico. A un populismo di destra opporre un populismo di sinistra pronto naturalmente — come farebbe senz’altro per primo Sanders, se mai dovesse essere lui il ca...See More
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Fiorenzo Fraioli Quanto a discutere di Max Weber... vabbè, lassamo perde.

Sono antipatico, ma ne ho ben donde.

Sonia Sirizzotti Mi risulta che dica che non ci sia un Cesare democratico da noi mentre Bernie sta facendo sognare i giovani d'America quello che da noi non vanno neanche a votare
Fiorenzo Fraioli Sì, ma a voi piddini (o para-piddini) un Cesare Democratico come Bernie piace. Se sbalio corigemi. Forse, dico forse, la verità è che chi comanda è il Capitale, che mette in scena la "rappresentazione" più congrua per cambiare tutto senza ambiare nulla? Tu che dici?
Sonia Sirizzotti Si mi piace e solo uno come lui potrebbe tenere testa all'Europa del Capitale ma Nn ne abbiamo
Fiorenzo Fraioli Scusami... ti chiedo scusa in anticipo... uahuahuahuahuah!!!
Fiorenzo Fraioli Tutto si riduce a tre formuline, che ti mancano: Banca centrale (tesoriere o indipendente), liberalizzazione dei capitali e regime di cambio fisso. Tutte e 3 determinano il mercato del lavoro-merce. Il resto sono chiacchiere di chi rimane indietro, per...See More
Fiorenzo Fraioli Cioè, in una parola: Costituzione del 1948.
Sonia Sirizzotti Allora pensaci tu ad andare in Europa a dire le tue formuline sicuro ti ascolteranno
Fiorenzo Fraioli No che non mi ascolterebbero. Non è all'Europa (leggi: commissione europea) che si deve parlare, ma al popolo lavoratore.
Sonia Sirizzotti Si quello che si indigna come in Francia o quello che scenderebbe in piazza solo se sospendono il campionato?
Fiorenzo Fraioli O anche tu sei una che pensa che in Europa vivono gli angeli buoni? Mentre qui da noi, nella nazione brutta sporca e cattiva, è solo mafia e stridor di denti...
Sonia Sirizzotti Io penso che siamo in Europa e ci dobbiamo restare
Fiorenzo Fraioli Ah.... bene, la "sinistra" del comitato centrale, che siccome il popolo non capisce delibera di abolire il popolo.
Luciano Palese Nell'articolo ci sono degli spunti interessanti. L'idea che la politica che parla alla pancia si può sconfiggere con quella che parla al cuore. Chiunque governa deve comunque essere democratico cioè lasciare gli estremismi della campagna elettorale e trovare dei punti d'incontro con il mondo della produzione del lavoro. Mi sembra normale che avvenga. Mica mangiamo parole appassionate?
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Sonia Sirizzotti Esatto Luciano pari pari quelli che ha fatto Bernie
Fiorenzo Fraioli Scusa Luciano Palese, ai lavoratori è putacaso vietato pensare al proprio portafoglio? La sola e unica scelta è quella tra pancia e cuore?
Fiorenzo Fraioli Compagni... sveglia!!!
Fiorenzo Fraioli Posso chiamarvi compagni?
Sonia Sirizzotti Né io né Luciano lo siamo nel termine che tu intendi ma per ovvi motivi anagrafici Nn siamo neanche amici
Fiorenzo Fraioli Scusa, non ho capito. Se ne hai voglia potresti spiegarti meglio?
Sonia Sirizzotti Non sono né ex pci ne pds né ds credevo fosse fatto notorio
Luciano Palese Fiorenzo Fraioli, qui nessuno sta demonizzando il capitale o più propriamente il capitalismo. Abbiamo iniziato una discussione su un articolo molto interessante. Io per esempio non demonizzo neanche la finanza. Si tratta di trovare un nuovo equilibrio ...See More
Fiorenzo Fraioli Quindi possiamo dire che non ti riconosci nell'appellativo di "compagna"? Scusa neh, ma è solo per chiarezza terminologica, non è mica obbligatorio chiamarsi "compagni". Io, per esempio, preferisco farne a meno.
Sonia Sirizzotti Mi è assolutamente indifferente
Luciano Palese Il camerata ha sbagliato nel definirci compagni. Evidentemente non ci conosce.
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Fiorenzo Fraioli Luciano Palese, sono dispostissimo a lasciarti all'articolo, ma potresti chiarirmi, se vuoi, cosa pensi:

1) dell'idea di banca centrale indipendente (ovviam dalla politica)...See More

Sonia Sirizzotti Luciano l'ex compagno è lui bei tempi con il ppi e' il partito che più rimpiango anche le lotte per non farci chiudere le sezioni da Buttiglione
Luciano Palese Ecco questo è un esempio di preconcetto che arriva alla discriminazione. Atteggiamento pericoloso. Sonia Sirizzotti gli citiamo qualche nostro riferimento?.
Fiorenzo Fraioli mai stato con il PPI
Sonia Sirizzotti Io e Luciano si scuola Andreatta
Fiorenzo Fraioli Va bene, semplifico: cosa pensi dell'idea di indipendenza della Banca Centrale (sia essa Banca d'Italia o BCE)?
Sonia Sirizzotti Che nn e' possibile
Fiorenzo Fraioli cioè sei contraria?
Fiorenzo Fraioli all'indipendenza (dalla politica) della Banca Centrale?
Fiorenzo Fraioli Benvenuta tra noi anti euro!!!
Sonia Sirizzotti Ma so anche che Nn accadrà mai e che Nn si potrà mai tornare indietro dall'euro
Fiorenzo Fraioli La questione, ridotta all'osso, è tutta lì. Il tuo Beniamino Andreatta la pensava diversamente...
Fiorenzo Fraioli Ah si? Ma allora non fai politica. Al massimo sei in lizza per aministrare l'esistente, sotto il controlo della finanza.
Sonia Sirizzotti Le decisioni vanno prese nel tempo in cui si vive e la scelta fu giusta
Fiorenzo Fraioli
Fiorenzo Fraioli Quindi sei per l'indipendenza della Banca Centrale?
Sonia Sirizzotti La politica puo' fare a meno delle inezioni... Di fiducia della banca centrale?
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Fiorenzo Fraioli Che significa? La domanda è semplice: comanda la politica o il capitale?
Fiorenzo Fraioli Da che caxxo di parte stai?
Sonia Sirizzotti Io sto a casa ad aspettare un Bernie
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Fiorenzo Fraioli Perdonami se insisto, ma la questione è dirimente: cosa pensi dell'idea di indipendenza della Banca Centrale? Puoi ovviamente rispondere che la trovi giusta, ma questo ti impedirebbe di sostenere di stare dalla parte della democrazia. Punto. Facci sapere.
Fiorenzo Fraioli Per la Costituzione del 1948, te lo ricordo, la Banca Centrale era dipendente dalla politica.
Fiorenzo Fraioli O di qua, o di la. Facci sapere.
Sonia Sirizzotti Ripeto sto a casa
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Fiorenzo Fraioli Ecco brava, restaci. Ti informo che questa conversazione sarà pubblicata sul mio blog. E' giusto e decisivo chiarire chi sta di qua e chi sta di la. Ciao.

Sonia Sirizzotti E cosa ha di rilevante? Sto a casa punto